Per un 19 luglio di verità a Cefalù occorre accendere la legalità

Cinque anni fa, il 19 luglio 2011, Cefalù scendeva in piazza, per la prima volta, dopo la strage di via D’Amelio del 1992. Ad organizzare quella manifestazione, dal titolo «accendiamo la legalità», erano stati i giovani dell’Agorà che da alcuni mesi si davano appuntamento nell’Auditorium dell’Annunziata di Corso Ruggero per riflettere insieme sulla Città di Cefalù, il suo presente e il suo futuro. Purtroppo l’Agorà, che aveva portato una ventata di gioventù a Cefalù, morì presto sotto i colpi di una politica, quella cefaludese, che in quel periodo si preparava alle elezioni comunali del 2012.

Dell’Agorà resta il ricordo di quella fiaccolata del 19 luglio 2011. Il tema di quella manifestazione, «Accendiamo la legalità», è ancora oggi molto attuale nella nostra città. Nella comunità di Ruggero, infatti, ci si muove sempre di più all’ombra di una illegalità molto diffusa. Il lungomare e la presenza di un commercio che offende quanti pagano le tasse è il simbolo di ciò che oggi è Cefalù: la città dove tutti possono fare tutto.



Non servono le manifestazioni antimafia, per ricordare quanto è accaduto il 19 luglio del 1992 a Palermo, se poi la comunità civica non fa spazio alla legalità. Una legalità senza sconti per nessuno e soprattutto senza quel clientelismo strisciante che a Cefalù ha trasformato ovunque il diritto in favore. Se davvero si vuole fare della nostra città una località turistica occorre accendervi la legalità.

Cefalù risorgerà solo quando trionferà il diritto sul clientelismo e il rispetto della persona sull’offesa gratuita. Buon 19 luglio a tutti.