E’ iniziata ieri pomeriggio la terza edizione del festival internazionale Ventodamare. Per quattro giorni il cielo della cittadina normanna si colora grazie ai tanti aquiloni, piccoli e grandi, che volano alti sui tetti delle abitazioni. Uno spettacolo che tiene incollato verso l’alto lo sguardo di quanti si trovano sul lungomare per ammirare quelle vere e proprie opere d’arte mosse dal vento. Grandi aquiloni che vengono animati grazie alle mani dei veri protagonisti del festival: gli aquilonisti che aspettano il vento pazientemente, rimangono sotto il sole ore e ore, si concentrano sul volo fino a non pensare più a nulla. Persone che hanno un solo obiettivo: attirare l’attenzione di chi, forse con un po’ di malinconia, ritorna per qualche secondo di nuovo bambino. Veri e propri artisti che dopo avere costruito i loro grandi aquiloni riescono a farli volare facendoli camminare con il vento. «La nostra idea iniziale – commenta Valeria Piazza, presidente dell’Associazione officine culturali Costanza d’Altavilla che organizza la manifestazione – è stata quella di creare un ponte di collegamento con diverse realtà cefaludesi e non solo e ci siamo riusciti. Ventodamare in questi tre anni si è presentato come l’evento che più di altro rende la città a misura di bambino: un obiettivo che con la mia associazione abbiamo preso a cuore e dobbiamo curare fino a renderlo perfetto. Contiamo di arricchire ogni anno di più il festival, con la speranza che un numero sempre crescente di associazioni dia il suo contributo, mostrando che l’unione vera fa la forza. Da parte mia, è doveroso quindi ringraziare quanti si sono spesi: associazioni e privati».

Tra gli aquilonisti presenti sul lungomare uno ha un debole molto speciale per Cefalù. E’ Carlo Pitonzo, nato nella cittadina normanna, ma trapiantato in Svizzera da più di trent’anni. Quando è venuto a conoscenza del festival del vento e del mare che si teneva nella città che lo ha visto nascere e crescere ha immediatamente contattato gli organizzatori e si è prenotato per partecipare. La passione per gli aquiloni in lui è nata un po’ per caso, quando, dovendo vendere il suo parapendio, lo baratta con un aquilone malconcio, che aguzza la sua estrema curiosità. Impiega circa tre mesi prima di imparare a giostrare un piccolo aquilone. Oggi è in grado di controllarne tre contemporaneamente e li mostra con un certo orgoglio a quanti lo ammirano in silenzio sulla spiaggia del lungomare.

Ogni giorno, fino a domenica, per otto ore, dalle 10 alle 18, su piazza Colombo e la spiaggia antistante è un alzarsi di aquiloni di ogni genere. Ad incuriosire di più la gente i grandi aquiloni che in alcuni casi raggiungono decine di metri di lunghezza. A quanti vogliono è data anche la possibilità di imparare a costruire un aquilone. Ieri sera, fra le strade del centro storico, i tanti aquilonisti arrivati per la terza edizione del festival sono stati presentati al pubblico grazie ad una sfilata di bandiere. Sabato sera è in programma uno degli appuntamenti più belli ed emozionanti della manifestazione: i voli in notturna delgi aquiloni. Domenica per tutta la giornata gli aquiloni voleranno nel cielo. A mezzanotte l’ultimo appuntamento con i saluti degli aquilonisti che diranno l’arrivederci alla città come solo loro sanno fare. Alla fine la proclamazione dei vincitori dell’Instagram challenge che si tiene nei quattro giorni del festival.

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