Ospedale, scende in campo il movimento 8 marzo: pronti per una protesta plateale

Sull’ospedale Giglio e sulle voci che si rincorrono su un suo possibile ridimensionamento scende in campo il «Movimento 8 marzo» nato nel 2015 quando nel nosocomio cefaludese era stato chiuso il centro nascite. A promuovere ed animare questo movimento, che l’8 marzo del 2015 ha portato in piazza migliaia di persone provenienti da Cefalù e da tutto il territorio, sono stati il gruppo facebook «Noi» insieme a cefalunews. Abbiamo intervistato Rosario Fertitta del gruppo facebook «Noi».

Cosa pensa il «movimento 8 marzo 2015» su quanto sta accadendo in queste ore con l’ospedale di Cefalù?

L’Ospedale Giglio di Cefalù rischia, seriamente, di subire un grave ridimensionamento in nome di un Piano di rimodulazione della sanità siciliana così come la preparazione manifestata, in questi anni, dal personale medico e paramedico impegnato, quotidianamente e con grande abnegazione, ad affrontare una utenza proveniente da un vastissimo bacino geografico. Non tener conto di tutto ciò significherebbe mancare di rispetto ad una intera comunità e ad un percorso professionale che ha visto anni di battaglie del territorio culminate nella conquista di una realtà sanitaria invidiata da tutti. Il Movimento, come tutte le realtà sociali e civiche del territorio, sta seguendo con grande apprensione l’evolversi della situazione auspicando che le negative anticipazioni di queste ore restino soltanto voci infondate e prive di riscontro alcuno.

Quali sono i programmi e le lotte di questo movimento per impedire che l’ospedale di Cefalù venga ridimensionato?

E’ chiaro che una malaugurata scelta politica di ridimensionamento della nostra struttura ospedaliera non potrà essere accettata supinamente dal territorio madonita e dalla comunità cefaludese. Non sarebbe accettabile un eventuale drastico taglio di posti letto e divisioni sanitarie in nome di una fredda “redditività” contabile che mal si concilia con un servizio essenziale come quello medico. Uno Stato che “taglia” i servizi sanitari non è uno Stato che tutela i propri cittadini, soprattutto quando decide di farlo in strutture all’avanguardia, come quella cefaludese, all’interno della quale ha ottenuto eccellenze riconosciute da tutti. Dovesse adottarsi tale infausta scelta non è esclusa l’adozione di ogni forma, anche plateale, di protesta: le sollecitazioni che pervengono, in tal senso, da ogni strato della popolazione sono il segno tangibile di quanto sia sentita la questione tra le famiglie del nostro territorio.

Il movimento 8 marzo 2015 ha avuto un ruolo importante nell’evitare la chiusura del centro nascite di Cefalù perchè ha interessato tutte le realtà politiche regionali e nazionali. Seguirete la stessa linea anche ora?

Già in occasione della paventata chiusura del Centro nascite cefaludese, il Movimento, unitamente ad altre realtà civiche ed al formidabile apporto del mondo della comunicazione con Cefalunews in testa, ha giocato un ruolo fondamentale nel tenere alta l’attenzione sul problema riuscendo ad interloquire, anche ai più alti livelli, con il mondo politico ed i vertici sanitari ottenendo la proroga al 31 dicembre 2016 di ogni eventuale scelta relativa alla già progettata chiusura del Centro. La battaglia per salvaguardare la piena operatività dell’Ospedale cefaludese non potrà prescindere da una azione coesa e unitaria che veda tutte le forze, civiche e politiche, schierate su un unico fronte. Lo dobbiamo alla nostra Gente, al nostro territorio, a quanti hanno combattuto in questi anni battaglie di civiltà, ai tanti medici che, quotidianamente, spendono la loro vita per salvare la nostra e ad un grande nostro concittadino, il Dott. Giuseppe Giglio, che tanti anni fa e con un gesto immenso decise di volere bene a questa città.

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