Ospedale di Cefalù: parla l’assessore regionale alla salute Baldo Gucciardi

Cefalù avrà un vero ospedale e non un nosocomio anomalo come quello che è nato dopo il fallimento della sperimentazione che vi ha portato al suo interno il San Raffaele. Lo dice l’assessore regionale alla salute, Baldo Gucciardi, che abbiamo intervistato sul progetto per l’ospedale di Cefalù che in questi giorni ha provocato una protesta all’interno del nosocomio ma anche fra i cittadini.

Per l’ospedale di Cefalù si protesta perchè si vuole ridimensionarlo

Ho a cuore l’ospedale di Cefalù e forse più di tanti altri. Stiamo parlando di un ospedale con una situazione anomala che vive di una storia anomala. Non dobbiamo dimenticare che l’ospedale di Cefalù è in una situazione transitoria. Qualche anno fa è stato trasformato il fallimento della sperimentazione con il san Raffaele in una fondazione pubblica di cui uno dei soci è la Regione che io rappresento.

Ma perchè oggi si vogliono portare via alcuni suoi reparti?

L’ospedale di Cefalù non è stato mai classificato. Per la prima volta lo abbiamo classificato, solo ora, come ospedale di zona. Il Giglio non è stato declassato come si dice ma su quest’ospedale è solo stata applicata la legge. Quella conosciuta come Decreto Lorenzin che risale al giugno del 2015. Una legge che non accetta deroghe e che è stata già applicata in altre regione italiane come l’Emilia Romagna e la Puglia. Con la nuova legge l’ospedale di Cefalù è un ospedale vero. Da tempo si cerca di dare una soluzione per risolvere il problema dell’ospedale di Cefalù. Può mai classificarsi come privato un ospedale che è retto da una fondazione alla quale partecipano soci pubblici? Ora per la prima volta il Giglio di Cefalù sarà classificato sulla base del fatto che ha circa ventimila accessi al pronto soccorso.

Perchè solo ora viene fuori questa legge?

La conosciamo tutti. Io la sto solo applicando per potere assumere dentro gli ospedali. Io sto applicando questa legge perchè voglio dare una rete sanitaria alla Sicilia. Chi non vuole applicare questa legge deve dirlo chiaramente.

A questo punto vista la legge cosa si può fare per l’ospedale di Cefalù?

Bisogna ragionare senza demagogia e senza populismo. Dobbiamo ragionare per la vita e la salute dei cittadini. Sono ammarreggiato per come a Cefalù si stiano animando assemblee. Io sono pronto a ricevere tutte le realtà di Cefalù che hanno a cuore il loro ospedale ma è bene precisare che quello cefaludese non è nemmeno un’azienda. E’ una cosa anomala. A questo punto occorre solo ragionare insieme e calare quest’ospedale dentro la Legge dello Stato.

Ma dicono che l’ospedale di Cefalù sia un’eccellenza…

La legge non prevede eccellenze. La legge prevede che gli ospedali siano collegati in rete. Non esistono ospedali monadi ma ospedali che siano in rete l’uno con l’altro. Ognuno deve avere regole precise. Io accetto proposte. Sono pronto a dialogare con tutti tranne con chi non è in buona fede e chi non rispetta i doveri istituzionali. Sono pronto a discutere con politici, sindaci, direttore generale. Tutti però dobbiamo applicare il decreto del Ministero.

Quindi riassumendo per l’ospedale di Cefalù cosa si può dire

Abbiamo classificato il Giglio come presidio di base perchè è un ospedale vero. Vi opera il pronto soccorso, la medicina generale, la chirurgia generale e l’ortopedia e traumatologia. Un ospedale che ha circa ventimila accessi di pronto soccorso è un ospedale di base e non può essere altro. Sulla base della legge è stata elaborata una proposta per la Sicilia che è già arrivata al tavolo nazionale e lo scorso 3 agosto ha ricevuto l’approvazione. E’ una proposta che può essere migliorata ma sempre rispettando la legge dello Stato.

Vuole lanciare un messaggio ai cefaludesi?

Ho fatto silenzio. Sono amareggiato. Sono stupito. Non comprendo. Il Decreto Lorenzin non è un decreto fatto per risparmiare ma per portare la sanità a tutti. Tutti i cittadini devono avere gli stessi diritti sanitari. Nessuno può pensare che ci sia un ospedale dove si fa di tutto. La rete serve per offrire a tutti i cittadini tutti i servizi sanitari di cui hanno bisogno. Non può esserci un’ospedale di Cefalù che non ha bisogno degli altri ospedali e ci sono gli altri ospedali che hanno bisogno di quello cefaludese. Questo Decreto va applicato se vogliamo avere una sanità anche nella nostra Regione. Io non mi sto divertendo. Sto solo applicando le regole dello Stato. Un ospedale che non supera i ventimila accessi al Pronto soccorso non è considerato ospedale. Quello di Cefalù nel 2015 ha avuto 23mila accessi. E secondo questi numeri può essere classificato solamente come ospedale di base. Lo dice il decreto.