Non ho tempo per il nano Dotto e per chiacchiere su facebook: interviene Franco

Riceviamo e pubblichiamo una nota che ci ha inviato il presidente del consiglio comunale di Cefalù, Antonio Franco.

Penso che anche in una società in cui eventi e notizie si dimenticano immediatamente, “bruciati” dal rincorrersi vorticoso di continue, presunte “novità”, sia invece costruttivo riflettere “a mente fredda” su un fatto avvenuto nel passato a rischio di essere ritenuto remoto che è lunedì, neppure due giorni fa: l’Assemblea dei Consigli e Amministrazioni comunali sul ridimensionamento dell’Ospedale di Cefalù previsto dallo sciagurato Piano sanitario Regionale dell’ineffabile assessore (con la A minuscola), il (poco) democratico Baldo Gucciardi. Non sono affatto d’accordo con quanti hanno liquidato, in modo sbrigativo, offensivo e direi pericolosamente qualunquista, come “la solita passerella di politici” un’assemblea di circa 2 mila persone (e mi tengo basso), con la presenza di rappresentanti istituzionali di 29 Comuni, l’intervento prezioso, massiccio del personale ospedaliero e la discussione civile, sentita, persino emozionante con i cittadini liberi di applaudire o rimanere freddi, andarsene o restare (come hanno fatto tantissimi) fino ad un documento finale partecipato e condiviso, completo ed efficace, che costituisce la via su cui muoversi, senza cedimenti né trattative con chi vorrebbe governare senza usare la democrazia. Ho avuto l’onore, penso raro, di presiedere quell’Assemblea e, nelle conclusioni, l’ho definita, con gratitudine verso tutti, “una potente lezione di civiltà e di democrazia”: ci sono voluti giorni faticosi per prepararla, la massima attenzione per coinvolgere quanti più possibile e non urtare la sensibilità di alcuno, oltre cinque ore per condurla e concluderla in modo da avere efficacia e significato degni della mobilitazione avvenuta. Ma prima devi venire a sapere che qualcuno s’indigna perché i politici locali non parlano sulla questione: a chi si sente Solone, ma in realtà è il nano Dotto nella versione da giardino (cioè finto) rispondo che non avevo tempo per chiacchiere e post su facebook perché preferivo contribuire alla riuscita di quel che ritengo la forma più alta di protesta, l’esercizio della democrazia, la quale, come insegnano i padri del pensiero politico, sconfigge le oligarchie, il potere dei pochi privilegiati, purché si tenga lontana dagli atti eclatanti ma sovversivi. Poi, commentatori che, se non c’erano dovrebbero stare zitti e se c’erano si dimostrano troppo incapaci di capire quanto avvenuto, parlano di “passerella di politici” mentre, il vero giornalista avrebbe dovuto annotarlo, su 27 interventi solo 7 sono stati di Sindaci e 6 di Presidenti del Consiglio, cioè meno della metà: hanno avuto ampio spazio, invece, Consiglieri di governo e opposizione nei loro Comuni, quindi persone elette dal popolo (comunque, appena 4), ma soprattutto gli attori protagonisti dell’Ospedale “Giglio”, che hanno informato e commosso con i dati, i fatti, le loro esperienze professionali e umane. Ringrazio pubblicamente il Presidente del CdA dott. Albano, il Direttore Generale dott. Virgilio, i primari di reparto dott. Biancorosso, Cipolla e Spada, l’infermiera Vara, l’ing. Franco e il rappresentante sindacale Drago per la testimonianza di senso civico, di stile e di competenza: a loro è stato dato giustamente lo spazio maggiore, nella massima attenzione di tutti. Ringrazio il rappresentante del Comitato di lotta per l’Ospedale di Petralia per la sua dimostrazione di solidarietà e ringrazio persino il dott. Franco Scancarello perché, pur avendo esitato all’inizio a dargli la parola sfuggendomi a che titolo e per che tipo di comitato volesse parlare, ritengo sia stato utile ascoltare: infatti, egli ha comunicato, e credo ci sia materia per un approfondimento di chi di competenza, che del ridimensionamento dell’Ospedale di Cefalù era stato informato, in pubblico incontro, prima dei Sindaci del territorio e dei responsabili stessi della Fondazione Giglio, da Totò Cuffaro, cioè da un pregiudicato per reati di mafia da poco uscito dal carcere (con tutto il rispetto per chi estingue la pena), sul cui concetto di gestione della sanità siciliana esistono atti (anche processuali) molto istruttivi e che evidentemente è ancora ben documentato (da chi?) sulle carte interne ad un Assessorato regionale. In conclusione, anche se ho l’età della ragione per non esaltare troppo un sia pur straordinario esempio di democrazia come l’Assemblea di lunedì, ribadisco che sono gli strumenti di matura partecipazione civica a scardinare le opacità e i privilegi delle oligarchie di potere: comprendo bene che in questa società sempre più inquinata da un esercizio virtuale della partecipazione, molto spesso in grado di stravolgere la vera dignità e consistenza della realtà, i soggetti più dominati dagli istinti e meno istruiti alla democrazia sentano il bisogno del gesto eclatante, della visibilità che finisce tra i post di facebook, che gode di qualche ora di notorietà nei mass-media, in cui si possono fare foto e selfie, ecc.; non rinnego gesti e manifestazioni eclatanti a cui ho preso parte e persino organizzato, ovviamente hanno un peso nel trasmettere forza alla protesta ma non avranno mai efficacia pari nelle Istituzioni a quando il popolo esercita il suo grande potere attraverso i suoi Rappresentanti che, in veste ufficiale e forte, sollecita determinazione, ne interpretano istanze e sentimenti, o quando direttamente, grazie ad assemblee, petizioni e/o documenti, discutono, premono e s’impongono su chi governa per risolvere i problemi del territorio dove si vive. Non mi riferisco, è ovvio, al diritto di sciopero o pubblica manifestazione ma occupazioni, blocchi, roghi o distruzioni di tessere e certificati, dimissioni di massa e similia mi sembrano appartenere più ad una visione adolescenziale e un poco belluina della vita democratica, comprensibile ma non condivisibile da chi ha avuto il supremo mandato elettorale dai cittadini: il mio auspicio è, invece, che i Rappresentanti dei Comuni e di ogni Istituzione facciano fino in fondo, con ogni rischio, senza pensare a meschini interessi propri o di parte, il loro Dovere interpretando con coraggio e chiarezza le istanze, così limpide e drammatiche, dei cittadini di questo territorio e di tanti, bisognosi di Sanità efficiente, che guardano con speranza a Cefalù dalla Sicilia e anche oltre. È spregevole esercitare il sospetto e il disprezzo preconcetti verso le forme e i rappresentanti della Democrazia, specialmente quando, come ha capito chiunque abbia assistito all’Assemblea di lunedì con mente serena e non inquinata, hanno dimostrato unità di intenti, costruttività e determinazione in dialogo, a servizio dei cittadini e, in particolare, di quanti si occupano dei più deboli e indifesi. È sempre la Democrazia, dobbiamo dirlo soprattutto per sostenere i più giovani a costruire in modo consapevole e civile il loro futuro, lo strumento più alto ed efficace per vincere ogni battaglia di Libertà.

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