Rendere pubblico l’ospedale Giglio per evitare il terrorismo degli ultimi giorni

Sulla vicenda ospedale riceviamo e pubblichiamo una riflessione di Luciano Luciani, presidente del Forum delle associazioni

In questa mortificante vicenda degli ultimi giorni, che ha riguardato l’Ospedale Giglio di Cefalù, uno tra i pochi, il dott. Giuseppe Abbate, Sindaco di Lascari, ha dimostrato competenza, concretezza e capacità di guardare al futuro. Per questo, sabato mattina 17 settembre 2016, il dott. Salvatore Serio e il dott. Luciano Luciani, che siamo stati tra i principali protagonisti politici e istituzionali di quella stagione, che portò alla creazione della Fondazione Giuseppe Giglio, lo abbiamo chiamato per discutere le prospettive della Fondazione, unitamente ad altri Amministratori ed esperti professionisti del territorio. Contattato telefonicamente, il dott. Abbate, accettando la discussione, ha riferito la sua impossibilità a raggiungerci, in quanto stava definendo un comunicato per Cefalunews, i cui contenuti sono condivisibili.

Sabato mattina, quindi, con taluni amici e dirigenti del Forum delle Associazioni di Cefalù, abbiamo ripercorso la storia, che conosciamo, i problemi attuali e le prospettive che si rendono possibili. Infatti occorre conoscere il passato per programmare il futuro.Ebbene, oltre 25 anni or sono, la Fondazione San Raffaele del Monte Tabor era una struttura di eccellenza, credibile a livello internazionale, per cui, chi governava la Cosa Pubblica, favoriva, con l’erogazione di finanziamenti pubblici, l’articolazione della sua presenza, attraverso la formazione di Fondazioni, in Italia e all’estero.

È in questo alveo, chi governava le sorti della Città e del territorio, per dare una struttura di eccellenza a Cefalù, alle Madonie e al suo più ampio circondario di riferimento, sviluppò la sua attività politica e istituzionale per assicurare, nel tempo, oltre mille miliardi di lire che consentirono la realizzazione e gestione della Fondazione San Raffaele Giuseppe Giglio di Cefalù, pur nella consapevolezza dei rischi e delle responsabilità politiche e amministrative che si assumeva, con possibili ricadute di carattere giudiziario, conseguenti a scelte e meccanismi finanziari governati e decisi altrove.Sappiamo tutti come è andata a finire questa storia e molti sanno che all’atto della redazione del nuovo statuto e istituzione della Fondazione Giuseppe Giglio, il Forum delle Associazioni di Cefalù, pose il problema che quella era l’occasione di avviare una importante e strategica riflessioni sulle sorti e sulle prospettive della struttura di eccellenza realizzata ed esistente a Cefalù.

Ancora una volta alla richiesta di avviare una seria riflessione collettiva su questo tema, come riportato dalla stampa locale, il Sindaco di Cefalù interpretò tale iniziativa come un attacco diretto alla sua persona.
Non si aprì alcun dibattito e alcuna riflessione pubblica. Il Forum delle Associazioni di Cefalù dovette accontentarsi di aver contribuito alla modifica dello statuto, dal quale fu rimossa la disposizione che il Comune di Cefalù avrebbe concorso a ripianare le passività di gestione dell’istituenda Fondazione Giuseppe Giglio.
Per chi ha un minimo di competenza giuridica sa che qualsiasi Fondazione non è una Pubblica Istituzione ed in presenza di perdite di gestione deve far fronte al deficit, licenziando personale e contraendo la sua attività.
Proprio il contrario di quanto “terroristicamente” rappresentato e argomentato nel corso degli ultimi giorni.
Pur se possiamo dare un plauso alla gestione del dott. Albano e ai suoi diretti ed ottimi collaboratori, dobbiamo ricordare a noi stessi che non traguardiamo il suo mandato, ma le prospettive di esistenza e di governo della struttura sanitaria, quantomeno nel corso del secolo attuale.

Conclusivamente, un altro “eroe” di quei tempi, l’avv. Agostino Terregino, stretto collaboratore in materia amministrativa del Comune e dell’AUSL di Cefalù, ha ricordato, proprio in questi giorni, che il problema era, è e rimane, in un quadro politico diverso e non più di gestione eccezionale della Cosa Pubblica a favore di Fondazioni private, di rendere pubblica questa struttura, se non nell’immediato, nella prospettiva e nel quadro del prossimo mandato di Governo della Città di Cefalù e della Regione Siciliana.

Solo così cesseremo di rivolgere “pietosi” appelli per mantenere una struttura che non appartiene all’Amministrazione Pubblica e saremo certi che il Governo nazionale e il Governo regionale sosterranno, con adeguati finanziamenti pubblici, il mantenimento e il finanziamento di una struttura pubblica che costituisce una eccellenza sanitaria in Sicilia e in Italia, di cui talvolta, chi è stato protagonista di quella fase politica e istituzionale, non si è reso sufficientemente conto della grandiosa opera che ha concorso a realizzare.
In tal senso voglio ricordare a me stesso che alcuni anni or sono mi rivolsi all’Ospedale di Parma al “nostro” primario di urologia di eccellenza, il dott. Garbo, originario di Cefalù, e questo mi rispedì, con reciproco piacere, a Cefalù, perché ormai la nostra struttura aveva superato la sua struttura di eccellenza e proprio a Cefalù venne risolto il mio delicato problema, come problemi analoghi sono stati risolti negli ultimi lustri a favore di migliaia di pazienti colpiti da malattie urologiche e da altre importanti patologie.

Luciano Luciani, Presidente del Forum delle Associazioni di Cefalù