Ospedale Giglio: sindaci tutti in silenzio tranne uno. Ecco chi non si è fermato

Chiuderà l’ospedale Giglio? Sarà ridimensionato? Quali reparti dovranno lasciare il nosocomio cefaludese? Continuerà ad essere una struttura privata? Domande senza risposta. Sul Giglio di Cefalù sembra calato il silenzio. La politica ha paura di affrontare il problema. Silenzio anche fra i sindaci del territorio. Tutti in silenzio i primi cittadini tranne uno. Per il sindaco di Lascari, Giuseppe Abbate, il problema del Giglio resta e rimane. « Dopo la pantomima di un piano che non c’era, ma che tutti conoscevano – dice Abbate – sembra calato il sipario sul futuro dell’ospedale, quando nessuna delle grigie nubi all’orizzonte si sia diradata. La massiccia mobilitazione del territorio e la presa di posizione della politica regionale anche all’interno della stessa maggioranza e di autorevoli esponenti della politica nazionale sembrava avesse scongiurato la possibilità che un piano, una bozza di piano o un’idea insana, potesse portare ad un ridimensionamento del Giglio».

Per Abbate nessuno può essere talmente miope da non accorgersi degli ultimi sviluppi. «Nell’ennesimo vertice di maggioranza di inizio settimana – continua Abbate – il governo regionale ha deciso di non decidere, rinviando il tutto a dopo le amministrative di primavera e le elezioni regionali dell’autunno 2017, all’insegna del più classico “chi viene appresso conta i passi”. Una exit strategy  fin troppo comoda che lascia tutti i nodi irrisolti. D’altronde è più che probabile che, pur apparendo indissolubilmente legati al piano di riordino, con la benedizione del Ministero si sbloccheranno ugualmente i tanto agognati concorsi, fortemente voluti dall’Ass.re Gucciardi e non solo. Quella che si profila dunque è una tregua di circa un anno e l’unica cosa che il territorio non può permettersi è quella di stare ad aspettare. Deve necessariamente essere una tregua di vigilanza e di confronto con tutti i livelli istituzionali, regionale e nazionale, per scrivere la pagina definitiva per il nostro ospedale. Sono certo infine, che l’amico Saro Lapunzina, di cui sono fuori discussione l’impegno e la determinazione, saprà stare alla testa del comprensorio, e non solo perché sindaco del comune capofila del distretto sanitario, per sgomberare ogni nube che possa addensarsi sul futuro del nostro territorio».

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