Quando a Cefalù i bagni pubblici della villa si chiamavano «albergo diurno»

Forse non tutti sanno che i bagni pubblici della villa comunale nel passato si chiamavano «albergo diurno». E non tutti sanno anche che questi bagni oltre ad avere allora un grosso cartello che ne indicavano l’esistenza vedevano l’indicazione oltre che in italinao anche in altra lingua. Accadeva a Cefalù negli anni quaranta e documentiamo tutto con una foto che abbiamo ricevuto dalla famiglia Sorbera. A gestire questo Albergo diurno, infatti, era la famiglia di Salvatore Sorbera. Salvatore nasce a Cefalù il 16 ottobre del 1924. Ad appena undici anni, nel 1935, lascia Cefalù e parte per l’Etiopia dove va aiutare il fratello nella gestione di un magazzino import-export. Resta in Africa per quattro anni. Nel 1939, infatti, rientra per assolvere agli obblighi di leva e parte per la guerra. Nel 1944 fu preso prigioniero e portato due anni in Texas negli Stati Uniti.

Al ritorno in Italia conosce Carmela Ilardo “a zza Lina”.Fanno la famosa fuitina e si sposano nel febbraio 1947. Salvatore “zzu Totò Surbiera ” come veniva chiamato affettuosamente dai cifalutani, lavora come grossista di frutta e verdura fra Cefalù e Treviso dove operavano i suoi fratelli Francesco e Sebastiano. Per qualche anno lavora anche muratore. Mamma Lina, nel frattempo, a Cefalù si occupa dell’Albergo diurno così chiamati i bagni pubblici che si trovano di fronte alla Villa comunale nel largo di Giorgi.



Dall’unione di Salvatore e Carmela nascono cinque figli: Rosetta, Franca, Maria, Adriana, Sebastiano ed Anita. “U zzu Totò “ nel 1961 parte per Losanna in Svizzera dove lavora come muratore e macchinista. Dormiva dentro alcune baracche di legno perchè era difficile trovare una casa in affitto. Mamma Lina continua a lavorare a Cefalù occupandosi della pulizia dell’Albergo diurno. Nel 1964 “u zzu Totò” si trasferisce a Avenches, sempre del cantone di Vaud. Continua a lavorare nell’edilizia e presto può anche affittare un appartamento. Nel 1967 tutta la famiglia è riunita in Svizzera. Nel 1997 Salvatore e Lina festeggiano 50 anni di felice unione. Nel 2006 muore Salvatore. Quattro anni dopo, nel 2010, anche anche a “zza lina“ raggiunge il suo amato Totò.

Museo fotografico cefaludese. A sinistra: 1935 Salvatore Sorbera con la famiglia d'origine. A destra: 1959, mamma Lina con i figgli
Museo fotografico cefaludese. A sinistra: 1935 Salvatore Sorbera con la famiglia d’origine. A destra: 1959, mamma Lina con i figli
Museo fotografico cefaludese. A sinistra: 1960, Totò Sorbera e Lina davanti all'albergo diurno. A destra: 1960, Totò Sorbera e Sebastiano
Museo fotografico cefaludese. A sinistra: 1960, Totò Sorbera e Lina davanti all’albergo diurno. A destra: 1960, Totò Sorbera e Sebastiano
Museo fotografico cefaludese. A sinistra: 1960, Totò Sorbera con mamma Lina e quattro dei loro figli. A destra: 1960, mamma Lina davanti all'albergo diurno con i figli Adriana e Sebastiano.
Museo fotografico cefaludese. A sinistra: 1960, Totò Sorbera con mamma Lina e quattro dei loro figli. A destra: 1960, mamma Lina davanti all’albergo diurno con i figli Adriana e Sebastiano.
Museo fotografico cefaludese. 1962: Salvatore Sorbera in Svizzera
Museo fotografico cefaludese. 1962: Salvatore Sorbera in Svizzera
Museo fotografico cefaludese. 1969, La famiglia Sorbera ad Avenches in Svizzera
Museo fotografico cefaludese. 1969, La famiglia Sorbera ad Avenches in Svizzera
Museo fotografico cefaludese. A sinistra: 1977, Pranzo in Svizzera fra le famiglie cefalutane di Sorbera, Biondo e Di Vincenzo. A destra: 1997, i coniugi Sorbera festeggiano il 50° anniversario di matrimonio con il figlio Sebastiano Nello.
Museo fotografico cefaludese. A sinistra: 1977, Pranzo in Svizzera fra le famiglie cefalutane di Sorbera, Biondo e Di Vincenzo. A destra: 1997, i coniugi Sorbera festeggiano il 50° anniversario di matrimonio con il figlio Sebastiano Nello.