Come si conservano i reperti archeologici di Cefalù custoditi sotto il Bastione?

Come vengono conservati i reperti archeologici, degli scavi effettuati a Cefalù, che vengono custoditi sotto il Bastione? A sei anni dall’allarme lanciato dall’archeologo Amedeo Tullio pare non sia cambiato nulla presso l’ex convento della Chiesa dell’Itria dove vengono conservati. Era il 3 ottobre 2010, quando il Giornale di Sicilia pubblicava un articolo sullo stato di degrado in cui versavano allora questi reperti. In quell’articolo Amedeo Tullio faceva sapere che per ben due volte aveva segnalato al Municipio lo stato di incuria dei locali adibiti a deposito. La prima volta nell’aprile del 2009 e successivamente nel gennaio del 2010. Lo stesso Tullio diceva che nella sede dove si conservavano questi reperti vi erano delle infiltrazioni d’acqua piovana proveniente dal soffitto che era in condizioni precarie.

I reperti, inoltre, sempre secondo l’esperto, erano esposti alle intemperie per via degli infissi fortemente deteriorati e per possibili crolli dovuti alla pericolosità della situazione strutturale dell’edificio. La sovrintendenza già allora aveva chiesto al Comune interventi di massima urgenza. L’ex Convento situato sotto il bastione, con accesso da piazza Crispi, infatti, è di proprietà comunale ma dal luglio del 1992 è stato ceduto alla Sovrintendenza proprio per custodirvi i reperti archeologici ritrovati durante gli scavi che hanno portato alla luce le necropoli cefaludesi. Come vengono conservati oggi questi reperti?