Cefalù: nel 2017 sei bombe pronte ad esplodere

Il 2016 è già un ricordo. A Cefalù ha lasciato in eredità sei bombe pronte ad esplodere. Si tratta di situazioni problematiche che sono cresciute nel corso dei dodici mesi appena trascorsi ed oggi non lasciano intravedere nulla di buono. La prima di queste bombe è quella dell’acqua pubblica. Come si sa dall’inizio dell’anno la città di Cefalù vive una guerra fra il sindaco e l’Amap su chi deve gestire il servizio idrico integrato. La faccenda è sbarcata nelle aule dei Tribunali. Al momento i cefaludesi sanno solo una cosa: da sei mesi l’acqua che scorre dai rubinetti delle loro case è non potabile. In cambio devono pagare quella che esce potabilizzata dall’impianto inaugurato nel 2005. Siamo di fronte ad una vicenda paradossale che solo a Cefalù poteva nascere.

La seconda bomba è legata al raddoppio ferroviario che dovrebbe attraversare la città di Cefalù. I progetti sono rimasti chiusi per circa tre anni nei cassetti nonostante da tempo cefalunews ne abbia chiesto una mostra pubblica. In questi anni anzichè guardare ai limiti della progettazione, e chiedere opere compensative, chi avrebbe dovuto intervenire ha preferito far credere alla gente che tutto è posto. La diatriba di fine anno fra sindaco e Rete ferroviaria italiana ha fatto capire che il progetto, lo stesso di cui si diceva un gran bene, ha diversi limiti. Adesso, però, è troppo tardi. Bisognava pensarci prima.

La terza bomba è legata al museo Mandralisca. Sullo stato di salute in cui versa la più importante istituzione culturale cefaludese c’è poco da dire. Si nascondono i problemi. Cosa succederà quando anche questa vicenda finirà davanti al Giudice? Al momento non è dato saperlo. Di certo le prospettive non sono positive.

La quarta bomba riguarda il centro storico cefaludese. L’arrivo dell’Unesco per la Cattedrale avrebbe dovuto portare enormi benefici per tutta la città. Al momento questi benefici si attendono. In attesa sono i residenti del centro storico. Lo scorso 3 agosto sono stati inaugurati due varchi elettronici che dopo sei mesi non sono mai entrati in funzione. Cosa accadrà il giorno in cui inizieranno a funzionare? Anche in questo caso non saranno giorni felici per i residenti e quanti lavorano all’interno del centro storico. Non esistono veri parcheggi per loro e nemmeno tutti quei servizi che dovrebbero esserci prima di chiudere un centro storico, come quello di Cefalù, al traffico.

La quinta bomba riguarda l’ospedale. A metà settembre era stato annunciato il suo ridimensionamento. Ad oggi non si conosce niente sul futuro del Giglio. Cosa accadrà quando non vi saranno più le elezioni regionali alle porte e bisognerà applicare anche a Cefalù l’ormai famoso decreto Balducci? Al momento si preferisce non pensarci. Sulla sesta bomba preferiamo tacere. Ne parleremo sicuramente presto e anche in questo caso non saranno positivi gli effetti che si avranno sulla città di Cefalù.

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