Giuseppe: l’eroe che a 35 anni salvò 5 pescatori dell’Arenella

Aveva 35 anni all’epoca del gesto eroico. Nasce a Cefalù il 20 giugno 1915 da Pietro e Santacolomba Concetta. «Quando narrava il salvataggio – raccontano i familiari – si emozionava sempre perché nonostante fosse consapevole che stavano rischiando la loro vita non hanno esitato per salvare quella povera gente. L’emozione più grande quando raccontava quei momenti era il ricordo di avere salvato delle vite umane insieme ai suoi amici». Si sposa con Sara Glorioso il 27 aprile 1939. Insieme hanno dodici figli. Fin da piccolo ha sempre lavorato. L’unico gioco che ricorda della sua infanzia e di cui parla ai figli è quello dei tappi delle gassose. Nella sua vita, però, non trova tempo per giocare. Inizia a lavorare, infatti, quando compie appena sei anni. Il padre lo porta con se a pescare. Si sposa di buon mattino. Con amici e parenti fa festa mangiando biscotti e bevendo caffè. A regalarli una loro conoscente, tale zia Concettina. Una festa di matrimonio assai umile ma divertente, ricordano ancora oggi alcuni familiari. Prende parte come soldato al conflitto mondiale. Durante la guerra è tra i dispersi nell’affondamento della nave sulla quale era imbarcato. Si trovava, infatti, a bordo dell’imbarcazione silurata dai tedeschi al largo dell’isola di Saseno. In quella occasione la famiglia vive la tragedia ritenendolo morto. La moglie quando riceve il comunicato che annuncia la dispersione del marito si veste a lutto. Gli stessi figli trascorrono diversi giorni ritenendosi orfani. Passa poco, però, e Giuseppe torna tra lo stupore e l’incredulità di tutta alla famiglia. I figli ricordano ancora oggi la festa di quel giorno che li ha visti gioire perché già si sentivano e vivevano da orfani. Ha l’hobby della briscola e per questo è solito recarsi presso la «Camera dei pescatori» che si trovava sulla via Vittorio Emanuele vicino alla discesa del lavatoio. Nella sua vita partecipa più volte alla ‘ntinna a mari. Non riesce mai, però, a prendere la bandiera con l’effige del Salvatore. Trascorre tutta la sua vita a Cefalù anche se nel suo cuore desiderava tornare a Brindisi per vedere se esisteva ancora il rimorchiatore sul quale era salito quando era stato imbarcato per il servizio militare.  Muore all’età di 72 anni, il 29 ottobre del 1987.

Machì Giuseppe e la moglie Rosaria Glorioso
Machì Giuseppe e la moglie Rosaria Glorioso
Ritratto di Machì Giuseppe
Ritratto di Machì Giuseppe
Giornale di sicilia del novembre del 1955 con l’articolo in cui vengono elogiati i 7 pescatori cefalutani che avevano effettuato l’eroico salvataggio
Giornale di sicilia del novembre del 1955, articolo in cui vengono elogiati i 7 pescatori cefalutani che avevano effettuato l’eroico salvataggio il 1 marzo 1951
Machì Giuseppe in una foto degli ultimi anni di vita, accanto la moglie Rosaria
Machì Giuseppe in una foto degli ultimi anni di vita, accanto la moglie Rosaria