Quanto siamo suggestionabili?

La suggestione è uno stato di condizionamento che si fa strada nell’individuo indipendentemente dalla sua volontà, autonomia e determinazione, influenzandone pensieri, percezioni, azioni.

Essere sotto l’effetto di una suggestione vuol dire che l’“impressione” è più forte della consapevolezza e della realtà.

Il fenomeno suggestivo può essere autoindotto o essere il frutto di un condizionamento esterno, ma in entrambi i casi la capacità critica e di giudizio si opacizza non orientandoci più, razionalmente.

Un noto caso di autosuggestione è l’effetto placebo, per cui l’assunzione di uno pseudo farmaco -sotto il potere della mente e dell’immaginazione- influenza le risposte del corpo; ci può suggestionare anche la vista di un incantevole paesaggio naturale; ancora si può subire il fascino di racconti, immagini e suoni fortemente evocativi.

Ad es. può accadere di guardare in tv programmi -spesso serali- “inquietanti”, in cui si narra di storie e luoghi misteriosi, di inspiegabili presenze, di esperienze al limite del reale; così è probabile che poi ci si aggiri per casa con una certa tensione, percependo rumori che non ci sono o strane ombre, sebbene gli oggetti da cui provengono siano quelli di sempre.

Chi è preda della suggestione perde la logica con cui di solito trova spiegazioni plausibili, non ha lucidità nel prendere decisioni, formula valutazioni non oggettive dei fatti e ciò vale anche nei casi di etero suggestione o indotta da altre persone, di cui molto spesso siamo meno consapevoli.

Si tratta dell’influenzamento sociale/interpersonale, per cui possiamo essere sia oggetto che soggetto di condizionamento.

Nella forma più rischiosa di suggestione, quella delle “masse”, sono facili i contagi emotivi, cognitivi e comportamentali, privi di buonsenso e di prudenza; riflettiamo su come si può reagire ad eventi dal forte impatto psicologico e sociale e a come si possa smarrire l’obiettività o provare sentimenti primordiali.

Pensiamo a due casi affini, sebbene diversi fra loro: il falso attentato lo scorso 3 giugno a Torino, con una folla “impazzita” e in balìa del panico per un temuto attacco terroristico; il recente fenomeno “Blue whale” di cui il tanto parlare, vero o falso che sia, ha portato ad atti di emulazione.

Suggestione dal vivo e suggestione mediatica, emergenza in diretta ed emergenza in differita, ma ugualmente onda che travolge, irrazionalità, allarmismo, perdita del controllo.

Siamo fragili, in un mondo fragile.

In termini psicologici, su cosa fa leva la suggestione, rendendoci influenzabili? Soprattutto, ci rendiamo conto di quando ne siamo vittime?

Essere poco fiduciosi di sé, stimare più valido ciò che viene dagli altri, percepirsi “piccoli” rispetto a un esterno “grande”, sono alcune delle radici su cui cresce l’influenzabilità, ma poiché tutti in alcuni momenti siamo passibili di suggestioni, auspicabile è averne consapevolezza, per uscire dall’inganno e ritrovare la propria lucidità.