L’ha detto la televisione: Abbate torna a Castelbuono

  1. “L’ha detto la televisione”. Una frase celebre che dice quanto sia diventato importante oggi il piccolo schermo nella vita degli uomini. Della televisione e di quanto oggi influisce sulla vita delle persone se n’è parlato in piazza a Castelbuono, durante il Jazz festival, con un ospite d’eccezione: Carmelo Abbate, cronista di Panorama e opinionista della trasmissione televisiva Quarto Grado.

Per l’occasione Carmelo torna nella città che lo ha visto nascere e crescere. Ad attenderlo, in quella piazza dove ha fatto anche il cameriere, sono in tanti. Amici d’infanzia ma anche compagni di scuola. Non mancano coloro che arrivano dai paesi vicini pur di stringergli la mano e ascoltarne la voce dal vivo. Quando Carmelo sbarca nella centralissima piazza Margherita in tanti gli si avvicinano per incontrarlo. Tutti hanno qualcosa da ricordargli. In pochi attimi tornano alla mente storie che sembravano sopite. Non mancano i selfie e gli abbracci con alcuni vecchi amici. Carmelo sorride quando qualcuno gli porta alla mente i momenti dell’infanzia. Sale sul palco allestito in piazza per dare inizio all’intervista e dice subito di essere emozionato. “Gli impegni di lavoro non mi permettono di venire spesso in paese, ma quando questo accade e faccio due passi in giro, incontro amici e conoscenti e mi sento come se non me ne fossi mai andato e fossi sempre rimasto lì”.

Sul palco del jazz festival ad intervistarlo c’è il nostro direttore Mario Macaluso. E’ la prima volta che Abbate parla in pubblico nella piazza della sua città dopo averla lasciata nel 1999. “Sono trascorsi venti anni – dice – meglio non pensarci. Il tempo passa veloce. ricordo ancora quando servivo ai tavoli di questa piazza. Volevo fare il giornalista ma mi rendevo conto che non potevo farlo in Sicilia. Sono andato via”.  L’intervista si trasforma presto in una  chiacchierata sulla televisione e su come oggi viene percepita e vissuta dalle persone. Il pensiero del conduttore televisivo è molto chiaro: “Non c’è buona televisione e cattiva televisione. Ci sono buoni conduttori e cattivi conduttori”. L’attenzione si sposta ai casi giudiziari e a come spesso si trasformano in un girotondo di indiscrezioni e pettegolezzi. Spettacolarizzare l’informazione è un’insidia quotidiana, per chi fa giudiziaria. Tutto ciò che si guarda in tv è spettacolo. “Quando si parla di persone – dice Abbate – si rischia di rovinare loro la vita, anche se sono colpevoli: intorno a loro ci sono storie di famiglie travolte e distrutte”. Bisogna rispettare le regole, tutelare la dignità delle persone. “In televisione avviene la spettacolarizzazione della nera? Io penso che il punto non sia questo. Il punto è un altro: il modo in cui lo tratti, la professionalità al centro. Nessuno di noi è il custode della verità, ognuno di noi però deve fare le cose con onestà e correttezza.”

La discussione si sposta alla cronaca, all’attualità, alle immagini di quei tre ragazzi portati fuori dalle macerie del terremoto a Ischia. “Quando la televisione manda di queste immagini – risponde il cronista di Panorama – mi fermo e le voglio assaporare fino in fondo”. Il pensiero di Abbate va ai terremotati del centro Italia ancora oggi abbandonati. Non ha paura di far conoscere la verità. La dice senza tergiversare. La butta in faccia come lui solo sa fare. E quando la riflessione si sposta su alcuni fatti di attualità anche in questo caso, quella dell’opinionista di Quarto grado, è una verità nuda e cruda. Come quella sugli immigrati e le organizzazioni non governative che proprio il cronista di Panorama ha più volte denunciato nelle sue inchieste attirandosi critiche e polemiche. “Oggi – commenta – si scopre che quanto dico da anni è la verità”.

L’intervista si chiude fra gli applausi di una piazza affollata e attenta. Anche questo è il jazz festival di Castelbuono del direttore artistico Angelo Butera. E’ incontro, dialogo e confronto. Carmelo Abbate ringrazia pubblicamente Angelo Butera e la moglie Angela per averlo invitato, ringrazia l’amministrazione e i suoi concittadini che sono venuti per incontrarlo. Ad attenderlo sotto il palco ci sono ancora tanti suoi amici, ma anche fans televisivi, che non l’hanno potuto salutare al suo arrivo in piazza. Attorno al cronista di Panorama si raccoglie di nuovo una folla di persone che vuole salutarlo e stringergli la mano. Il jazz festival di Castelbuono è anche questo.