Il Gozzo: una frequente malattia della Tiroide

Dr. Marco Iacopinelli
Specialista in Chirurgia Oncologica, Generale e d’Urgenza
Fondazione HSR-G.Giglio di Cefalù
e-mail: marksurg@libero.it


 

La Tiroide è una ghiandola che si trova nel collo subito al di sotto del “pomo di Adamo” (Fig.1). Essa produce delle sostanze chiamate “ormoni tiroidei” che vengono immesse nel sangue e che servono a stimolare il metabolismo.

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Fig.1

La tiroide si può ammalare e tra le varie malattie che la possono colpire una delle più frequenti è il Gozzo. Il Gozzo è un ingrossamento della tiroide.

Questo ingrossamento può interessare:

  1. tutta la tiroide: essa si ingrossa in modo uniforme e regolare; si parla di Gozzo “diffuso” (Fig.2);

 

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Fig. 2 – Gozzo Diffuso: tutta la tiroide aumenta di volume

2.  solo alcune parti della tiroide: si ha un ingrossamento sotto forma di noduli e si parla di Gozzo Nodulare perché sono presenti uno o più noduli che deformano la tiroide in modo non uniforme (Fig.3a e 3b).

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Fig.3a – Gozzo nodulare: uno o più noduli causano un ingrossamento asimmetrico della tiroide (esempio…da un solo lato)
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Fig.3b – Esempio di gozzo nodulare: uno o più noduli causano un ingrossamento asimmetrico della tiroide

 

Perché la tiroide ad un certo momento può ingrossarsi? Quali sono le cause del Gozzo?

  • Carenza di iodio: è la causa prevalente di gozzo; lo iodio è il componente principale degli ormoni tiroidei; quando c’è una carenza di iodio ambientale, cioè nell’acqua che beviamo e nell’alimentazione, la tiroide produce meno ormoni, allora il nostro organismo cerca di risolvere il problema stimolando la tiroide attraverso una sostanza chiamata TSH; questa stimolazione, però, può risultare eccessiva e portare la tiroide ad ingrossarsi; questo tipo di gozzo è anche chiamato gozzo endemico (frequente in un determinato territorio) perché la carenza di iodio è tipica di alcune aree geografiche, soprattutto lontane dal mare, tipicamente di montagna dove l’acqua è di norma povera di iodio; un esempio di aree geografiche a rischio in Sicilia sono le Madonie e i Nebrodi; l’uso di sale da cucina iodato (facilmente reperibile al supermercato) consente di ridurre la comparsa del gozzo. Si tratta di un gozzo comunque benigno;
  • Altre cause: si tratta del gozzo sporadico, cioè un ingrossamento della tiroide dovuto a cause diverse dalla carenza di iodio; a volte si tratta di tumori della tiroide, altre volte è provocato dall’uso di particolari farmaci, ecc.

In caso di Gozzo, gli ormoni tiroidei sono aumentati, ridotti o normali?

Alcune volte gli ormoni tiroidei possono essere aumentanti ed in questo caso si parla di Gozzo Tossico perché gli ormoni in eccesso intossicano l’organismo provocando alcuni sintomi che dopo vedremo; altre volte gli ormoni sono normali o ridotti (Gozzo non tossico).

Quali sono in segni e i sintomi di un gozzo?

Primo fra tutti, la comparsa di un gonfiore alla regione anteriore del collo (Fig.4a e 4b); è chiaramente dovuto all’aumento delle dimensioni della tiroide che deforma il collo; l’entità della deformazione dipende dal grado di ingrossamento della tiroide. Nei Paesi Occidendali è oggi raro visitare pazienti con gozzi molto voluminosi perché il livello culturale è più alto e la popolazione informata, per cui il paziente giunge precocemente a visita.

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Fig.4a
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Fig. 4b

Nei Paesi in via di sviluppo, invece, è tutt’ora possibile riscontrare casi di gozzo estremamente voluminosi perché l’isolamento culturale e geografico è talvolta elevato con inevitabile impossibilità a curarsi (Fig. 4c).

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Fig. 4c
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Fig. 4c
Fig. 4c
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Fig. 4c
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Fig. 4c
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Fig. 4c
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Fig. 4c

Poiché la tiroide poggia sulla trachea che porta l’aria ai polmoni, quando la tiroide è molto ingrossata il paziente può avvertire un senso di soffocamento dovuto alla compressione e alla deviazione della trachea stessa. Questo sintomo si accentua particolarmente la notte o comunque in posizione distesa per il peso della tiroide esercitato sulla trachea (Fig. 5); Inoltre con l’aumentare di volume la tiroide non solo deforma il collo ma cresce anche verso il basso scendendo dentro il torace (Gozzo Retrosternale o Immerso).

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Fig.5

Dietro la trachea passa l’esofago che porta il cibo allo stomaco; l’ingrossamento della tiroide allora può causare anche difficoltà ad inghiottire e sensazione che il pasto rallenti quasi a fermarsi in gola (Fig.6).

 

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Fig.6

Anche la voce può subire qualche cambiamento (ma è più raro) perché dietro la tiroide, praticamente attaccati ad essa, passano dei nervi importantissimi (nervi laringei) che vanno alle corde vocali e sono responsabili della parola (Fig.7).

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Fig.7

Quando gli ormoni tiroidei sono normali, quelli sopraindicati sono gli unici segni e sintomi possibili di un gozzo tiroideo e possono essere in parte o tutti presenti.

Quando l’ingrossamento della tiroide si associa ad un aumento di ormoni tiroidei (Ipertiroidismo), invece, poiché essi sono sostanze che stimolano il metabolismo, un loro eccesso provoca una sorta di intossicazione per gli organi bersaglio (Gozzo Tossico). Il metabolismo in pratica “accelera” e si ha tachicardia (aumento dei battiti cardiaci), magrezza eccessiva, sudorazione abbondante, vampate di calore, accelerata motilità intestinale con diarrea, nervosismo, agitazione, insonnia, ecc. 

Quando invece l’ingrossamento della tiroide si associa ad una minore produzione di ormoni tiroidei (Ipotiroidismo), si hanno i sintomi opposti, cioè il metabolismo “decelera” e si ha sonnolenza, sovrappeso/obesità, apatia (mancanza di interessi ed emozioni), stanchezza, cute fredda, sensazione di freddo, rallentamento cerebrale, stipsi, ecc.

Come si fa diagnosi?

A parte la visita clinica (Fig.8) e la presenza di gonfiore al collo (che non sempre è ben evidente), sarà necessario proporre al paziente alcuni esami:

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Fig.8
  • Dosaggio nel sangue degli ormoni tiroidei e loro stimolatore (FT3, FT4, TSH);
  • Ricerca di alcune proteine (anticorpi) che possono aumentare in alcune malattie autoimmunitarie della tiroide;
  • Ecografia della tiroide (Fig.9) con eventuale color-doppler;
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Fig.9
  • Scintigrafia e TC (tac) del collo: sono esami di secondo livello, cioè si fanno solo in casi specifici;
  • Agoaspirato: nei casi dubbi si punge un nodulo della tiroide, per capire se esso è benigno o maligno. Il campione del nodulo viene prelevato in anestesia locale attraverso un ago e sotto guida ecografica che ci dice esattamente dove andar a pungere (Fig.10a e 10b).
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Fig. 10a
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Fig. 10b

Fatta diagnosi, come si cura il gozzo?

La terapia non si rende necessaria nei gozzi di lieve entità nei seguenti casi:

  • il paziente è privo di sintomi;
  • gli ormoni tiroidei sono normali;
  • non c’è sospetto di tumore.

In tutti gli altri casi occorre intervenire.

Il tipo di terapia può essere:

  • medica (farmaci);
  • chirurgica (asportazione della tiroide);

La scelta dipende da diversi aspetti, come: dimensioni del gozzo e relativi sintomi da compressione, presenza o meno di ipertiroidismo/ipotiroidismo, presenza o meno di malattia autoimmunitaria, sospetto di cancro, ecc.

Il trattamento più idoneo sarà concordato tra endocrinologo e chirurgo a seconda dei casi; sarebbe troppo ampio parlarne in questa sede.

Nei casi in cui dovesse essere necessario asportare la tiroide, l’intervento di tiroidectomia in mani esperte è relativamente semplice e viene svolto in anestesia generale; il ricovero dura circa 3 giorni e la ripresa è abbastanza rapida. Dopo l’intervento, il paziente non avendo più la tiroide non avrà più produzione ormonale, quindi dovrà assumere a vita un farmaco che  è un ormone sostitutivo (L-Tiroxina).

Nella foto si osserva una Tiroide dopo asportazione chirurgica; sono visibili multipli noduli che affiorano in superficie (Gozzo Multinodulare)

Come occorre comportarsi?

In presenza di segni e sintomi come quelli sopraindicati sarebbe opportuno rivolgersi al medico che consiglierà al paziente i corretti esami per diagnosticare la presenza o meno di una potenziale malattia alla tiroide. Nelle aree geografiche a rischio è consigliato l’utilizzo di sale iodato per ridurre il rischio e l’incidenza di gozzo endemico.