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Intervista a Peppe Vecchio, vincitore del pallone d’oro

Ha vinto il Pallone d’oro dilettanti 2017 con oltre 50 mila voti e circa il 30% delle preferenze. Per Pino Vecchio, classe 1995, ex attaccante del San Mauro Castelverde, attualmente in forza tra le fila della Castellucese, squadra che milita in prima categoria, è una grossa soddisfazione. Lo abbiamo intervistato.


Cosa hai provato quando hai saputo di avere vinto vinto il Pallone d’oro dei dilettanti?
Quando sono venuto a conoscenza che il vincitore del concorso ero stato io mi sono accorto che in me, quasi all’improvviso, era cambiato qualcosa. Ho provato una forte sensazione di gioia mista a tanta soddisfazione. Mi sono sentito un supereroe e dalla gioia ho pianto come un bambino che ottiene il giocattolo che spera di ricevere da tanto tempo.

Che significa per un ragazzo delle Madonie vincere questo prestigioso premio?
Per un ragazzo delle Madonie, questa vittoria, vuol dire tanto. Anche se si tratta di un concorso, da molti definito banale, per me è motivo di gioia e vanto. Anzitutto perché sono riuscito a candidarmi e questo vuol dire che nella stagione passata ho fatto bene. Poi perché ho vinto nonostante la partecipazione di altre 9.000 persone provenienti da tutta Italia.

A chi dedichi questo riconoscimento?
Dedico questo premio anzitutto alla mia famiglia e alla mia ragazza. Senza di loro non solo non avrei vinto ma non sarei maturato calcisticamente. Mi ritengo fortunato perché ho trovato gente che crede in me e mi asseconda in ogni scelta intrapresa.

Perché per un calciatore delle Madonie è difficile approdare sui campi del professionismo?
Un calciatore dilettante madonita ha pochissime possibilità di approdare nel calcio che conta perchè, a mio avviso, vi sono pochissimi osservatori o segnalatori di talenti che girano per i campi alla ricerca di qualcuno con buone qualità. Nel passato vi erano le rappresentative madonite che selezionavano 18 ragazzi del nostro territorio e di tutte le categorie. Questi ragazzi, grazie ad una serie di partite con squadre ben attrezzate, e sotto l’occhio vigile di diversi osservatori, cercavano di mettersi in mostra il più possibile. Cosi facendo qualche talento veniva fuori. Oggi questo sistema è stato abbandonato e non capisco per quale motivo.

Peppe Vecchio inizia la sua carriera calcistica nella squadra del suo paese. Gioca nel San Mauro fin da quando aveva diciotto anni. Il primo anno gli serve per fare il rodaggio sportivo. Con la maglia del San Mauro, nonostante le numerose sconfitte che ne decretarono l’ultimo posto in classifica, mette la palla nella rete per ben sette volte. Diventa subito l’idolo dei suoi paesani. L’anno dopo la situazione non cambia molto. Segna cinque gol ma resta molte volte in panchina. Il terzo anno capisce che si poteva fare bene. Il San Mauro vince agevolmente quasi tutte le partite. Quell’anno alla fine la squadra del suo paese arriva al secondo posto in classifica. Perdono, però, la finale play off contro la Castelluccese. La sua stoffa di cannoniere quell’anno viene fuori. Durante la stagione, infatti, mette per ben 22 volte la palla nella rete. Lo scorso anno è il più bello. Con la maglia della squadra del suo paese vince il campionato. Vecchio  sale sul gradino più altro della classifica cannonieri con 21 reti.

Quest’anno decide di fare il salto di categoria. Approda alla Castelluccese. “Dal punto di vista realizzativo – commenta – non sono stato impeccabile, anzi.. per quando riguarda il lavoro per il gruppo e il sacrificio, penso che non sia stato per nulla male.. adesso testa bassa e continuo a pedalare perché con un sodo lavoro, potrò togliermi qualche altra soddisfazione”.

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