Presentato dal cardinale Stella un libro su Albino Luciani

«Un santo prete e un santo vescovo di squisita sensibilità interiore»: ecco come i testimoni diretti ricordano il vescovo di Vittorio Veneto, Albino Luciani. Ad affermarlo è stato il cardinale Beniamino Stella, prefetto della Congregazione per il clero e postulatore della causa di beatificazione, presentando sabato 10 marzo, nel collegio San Giuseppe della città veneta, il volume edito dalla casa editrice L’Azione: Albino Luciani, vescovo di Vittorio Veneto, nella memoria dei suoi diocesani (pagine 384, euro 22,90).

L’idea di un volume che raccogliesse quattordici saggi tra testimonianze, memorie e studi sulla figura di Luciani «in quanto vescovo di Vittorio Veneto» è nata nel 2012, per il centenario della nascita. Per il vescovo diocesano Corrado Pizziolo, intervenuto alla presentazione del volume, «negli undici anni di episcopato, dal gennaio 1959 al febbraio 1970, monsignor Luciani diede certamente il meglio di se stesso nella predicazione, nell’insegnamento, nelle celebrazioni, nella guida pastorale della diocesi: anni resi assolutamente unici e straordinari a motivo della partecipazione del vescovo di Vittorio Veneto alla celebrazione del concilio Vaticano II».

Il «giudizio unanimemente positivo sul suo episcopato», ha affermato il cardinale Stella, è dovuto al fatto che «Luciani aveva consacrato alla salus animarum tutto il suo zelo di sacerdote e, al tempo stesso, aveva impegnato tutta la sua dedizione alla cura della propria anima e della propria fede». Proprio «dalle testimonianze e dagli scritti — ha fatto presente il porporato — traspaiono il rapporto con le letture e gli autori che alimentarono la sua fede, e il diretto contatto con l’essenzialità e la ricchezza della Scrittura. Conservava questo proposito di semplicità anche nella sua alimentazione spirituale».