Gli auguri ai presbiteri della chiesa cefaludense

Carissimi sacerdoti, ho pregato per voi perché domani nella Messa Crismale rinnoverete le promesse sacerdotali. Vi chiedo di pregare per me: anch’io rinnoverò le mie promesse con Papa Francesco.

Rinnovare le promesse significa ravvivare, ossia ridare vita, rianimare, ridar vigore, riaccendere la stessa vitalità che è insita nel dono del sacerdozio attraverso la memoria, la gratitudine e la rinnovata risposta nella fedeltà alla freschezza della sua origine arricchita dall’esperienza e purificata dalle incrostazioni.

Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui (Gv 6,56) .

Per comprendere in pienezza l’inestimabile dono del sacerdozio bisogna entrare nel mistero del Giovedì Santo da dove scaturiscono insieme il dono dell’eucaristia e il dono del sacerdozio. Dall’Eucaristia nasce il prete e dal prete nasce l’Eucaristia. Il primo gesto sacerdotale dopo l’ordinazione è la celebrazione dell’Eucaristia.

Ricordiamo una delle promesse sacerdotali: “Vuoi essere sempre più unito strettamente a Cristo Sommo Sacerdote che come vittima pura si è offerto al Padre per noi consacrando voi stessi a Dio insieme a lui per la salvezza degli uomini?

Si può dire che il programma della nostra vita sacerdotale ci è stato consegnato dal Vescovo quando nel Rito dell’Ordinazione ha posto nelle nostre mani la patena con il pane e il calice con il vino: “Ricevi le offerte del popolo santo per il sacrificio eucaristico. Renditi conto di ciò che farai, imita ciò che celebrerai, conforma la tua vita al mistero della croce di Cristo Signore”.

Nell’Esortazione Apostolica Sacramentum Caritatis il Papa emerito Benedetto XVI ha sottolineato come “la Santa Messa è formativa nel senso più profondo del termine, in quanto promuove la conformazione a Cristo e rinsalda il sacerdote nella sua vocazione(SC, n. 80).

Domani mattina, S.E.R. Mons. Vincenzo Manzella rivolgerà il suo saluto alla Diocesi di Cefalù: cercate di entrare nei sentimenti più profondi del suo cuore. Accompagniamolo con l’affetto, la stima e la preghiera perché il Signore, il Pastore dei pastori, gli dia la serenità e gli faccia gustare la gioia riservata ai suoi servitori.

Vi auguro una santa Pasqua e vi prego di trasmetterla ai fedeli affidati alla vostra cura. A presto.

Con affetto

Vostro fratello e amico

Giuseppe Vescovo