Il primo giorno a Cefalù del vescovo Giuseppe

Il vescovo Giuseppe Marciante ha iniziato il suo Ministero episcopale nella diocesi di Cefalù. E’ stato nominato da papa Francesco lo scorso 16 febbraio. Arriva da Roma dove dal 2009 è stato il vescovo ausiliare del settore est della diocesi del Papa. La sua prima giornata da Presule cefaludese è iniziata di buon mattino a Gibilmanna dove è arrivato venerdì sera. Dopo avere trascorso la notte in convento oggi a mezzogiorno Giuseppe Marciante ha pregato ai piedi della Madonna, che si venera nel Santuario ed è la patrona della diocesi cefaludese. “Spiego il motivo per cui cominciamo da qui – ha detto – perchè si inizia sempre dalla madre. Avere eletto Maria patrona della diocesi, significa lasciare a lei il governo della diocesi». Tanti i fedeli arrivati da ogni parte della diocesi per partecipare al momento di preghiera con il nuovo vescovo.

Nel pomeriggio Marciante ha fatto tappa all’ospedale Giglio. “Benedico le vostre mani cari medici e infermieri perché toccando i malati voi toccane la carne di Cristo”. Ad accoglierlo il presidente della Fondazione Giglio, Giovanni Albano, e il cappellano dell’ospedale mons. Sebastiano Scelsi, oltre a al personale sanitario e ipazienti dell’ospedale. Prima di lasciare la struttura il vescovo ha visitato i pazienti dei reparti di oncologia, riabilitazione cardiologica e ostetricia e ginecologia.

Subito dopo il presule si è diretto verso la città dove ad attenderlo in piazza Diaz c’erano le autorità civili e militari. Dopo i saluti il nuovo vescovo di Cefalù, in corteo, è arrivato in piazza Garibaldi dove è stato accolto dal sindaco di Cefalù Rosario Lapunzina.

Dal palco allestito nella stessa piazza Marciante ha preso la parola per parlare per la prima volta al popolo che è arrivato da ogni parte della diocesi. E’ ritornato sul dramma emigrazione cui vanno incontro tanti giovani delle Madonie. «In quest’anno in cui la Chiesa Cattolica celebra il Sinodo dei giovani – ha detto – invito tutta la comunità diocesana a dare il suo contributo per la promozione del protagonismo dei giovani. Mi riferisco in particolar modo al fenomeno della migrazione dei nostri giovani per mancanza di prospettive di vita. I Comuni Madoniti, specialmente, col passare degli anni, vedono diminuire la popolazione giovanile e quindi la speranza di vita degli stessi Comuni. Sono certo che il nostro territorio ha tante risorse naturali, culturali e sociali e, aggiungo anche, molte risorse spirituali per poter elaborare progetti di futuro. Cefalù e tutto il territorio Madonita hanno una vocazione alla diaconia della bellezza; perciò sono in grado promuovere l’incontro tra persone e popoli con la convinzione che la bellezza salverà il mondo».

Subito dopo, indossati i paramenti sacri nella vicina chiesa della Catena, il nuovo vescovodi Cefalù si è diretto in processione verso la Cattedrale. Alle porte della Basilica ruggeriana il vescovo si è fermato per ricevere la telefonata del suo predecessore Rosario Mazzola che ha guidato la diocesi cefaludese fra il 1988 e il 2000. A concelebrare con il nuovo vescovo di Cefalù c’era il cardinale Agostino Vallini che dal 2008 al 2017 è stato il vicario del Papa per la diocesi di Roma. Con lui il vescovo emerito della diocesi di Cefalù, Vincenzo Manzella e diversi vescovi delle diocesi siciliane tra cui l’arcivescovo di Palermo, Carmelo Lorefice, e l’arcivescovo di Catania Salvatore Gristina. Tra i presenti anche sacerdoti e laici arrivati da Roma, dalla parrocchia San Romano e, in particolare, dal Settore Est.

«In questa Cattedrale, munito del mandato di Pietro – ha detto Marciante nella sua prima omelia dalla cattedra vescovile – mi presento oggi a voi come l’ultimo anello di una lunga catena di vescovi che ha la sua origine nella scelta dei Dodici. Sono qui per portarvi la bella notizia: Cristo è Risorto! Cristo è vivo! Dio lo ha risuscitato dai morti!». Parlando del suo nome lo ha legato al sogno che coltiva. «Il mio nome, Giuseppe, è legato a dei grandi sognatori, anch’io ho un sogno. Il sogno di una chiesa sinodale, per camminare insieme, lavorare insieme, cercare insieme, evangelizzare insieme, servire insieme. Si tratta di un’istanza che muta la maniera di fare le cose, perché si fanno insieme, in comunità, ascoltando tutti, si fanno accogliendo tutti, dando a tutti la possibilità di agire secondo le forze che hanno e i doni ricevuti».

Presto le foto dei 25 blogger che hanno accolto il Vescovo Giuseppe.

 

Foto di: Myrhiam Santacolomba