San Giuseppe a Cefalù fra vampa, sfinci e tradizioni

Per San Giuseppe  anche Cefalù ha le sue tradizioni, molte ormai nei ricordi. Una tradizione dimenticata è quella della “vampa”. Si faceva per ricordare il mestiere di san Giuseppe falegname ma anche per ricordare la fine dell’inverno e l’entrata della primavera. La vigilia di San Giuseppe, infatti, a Cefalù nei diversi rioni ci si mobilitava un po’ tutti.  Si collaborava per realizzare “a vampa”. Tutti si andava alla ricerca di legna, rami d’alberi, “uzzarieddi” vecchi, legna di qualsiasi genere. Si iniziava i primi di marzo e la tanto attesa vigilia si aspettava un po’ tutti perché si trasformava in una sorta di gara a chi realizzava a “Vampa cchiu granni”.  I rioni che si “riattavinu”  erano quelli che si affacciavano sul mare e sugli scogli: a Iurieca (la Giudeca) , a Marina (il Molo), U Villaggiu “ (Villaggio pescatori alla Calura).  A metà della vampa alcune donne preparavano “i sfinci”, dolce tipico della festa, per offrire il tutto a quanti erano arrivati per assistere alla vampa. Gli spettatori erano tanti. Il traffico automobilistico veniva bloccato dagli abitanti del rione per motivi di sicurezza e tutti in allegria si osannava il Santo gridando ” Viva San Giusieppi” .

La mattina della festa, di buon’ora, alcune donne andavano a prendere la carbonella che era venuta fuori grazie alle vampe. La usavano per il loro ferro da stiro che era a carbonella.  Anche questa tradizione era un modo per vivere una certa religiosità legata a San Giuseppe.

Nel giorno della festa a tavola veniva fuori la tradizione culinaria dei cefalutani. Era obbligo, anzitutto, pesca permettendo, mangiare per quel giorno menu a base di pesce azzurro. Tra i piatti tradizionali è da ricordare la pasta con le sarde o con le acciughe (c’anciovi ) alla cifalutana. Una ricetta che a differenza della pasta con le sarde palermitana viene preparata oltre che con il finocchietto selvatico anche con i broccoletti “vrucculiddi”. Per secondo la tradizione vuole le polpette di sarde o anciovi oppure sarde o anciovi fritte o arrostite. A chiudere il pranzo le “sfinci” ripieni di ricotta. Ecco le ricette:

PASTA CHI SARDI ( o ACCIUGHE) CIFALUTANA

Ingredienti:

  • Pasta Kg 1(tipo bucatinu “i ziti” )
  • sarde Kg 1
  • finocchietto un mazzo
  • broccoletti
  • aglio
  • cipolla
  • uva passa e pinoli
  • concentrato gr 150 o una noce di “strattu”
  • passata di pomodoro lt 1
  • acciughe salate (3 filetti)
  • olio d’oliva
  • sale e pepe q.b
  • pangrattato “muddica”

Preparazione: In una pentola sbollentare il finocchio selvatico ed i  broccoletti “vrucculiddi” (cavoli quelli con il fiore verde scuro) In padella rosolare con olio d’oliva, l’aglio, cipolla, l’acciuga salata aggiungendovi i pinoli e l’uva passa. Unirvi poi le sarde e mescolare infine aggiungervi un poco di “strattu” od il concentrato e la passata di pomodoro. Dopo aver cucinato il finocchietto selvatico ed il broccoletto”vrucculiddu” , scolarli avendo cura di non buttare l’acqua che servirà per cuocere la pasta ed aggiungerli alle sarde. Il tipo di pasta è il bucatino chiamato in cifalutano “ zitu”. Servire con pangrattato “muddica atturrata” che si ottiene  mettendo il pangrattato in padella con olio d’oliva e si gira con il cucchiaio di legno continuamente  per non farla bruciare .

POLPETTE DI SARDE O ACCIUGHE
Impastare le sarde o “anciovi” (acciughe) fresche, diliscate e tagliate a pezzetti,  con pecorino grattugiato, uova , pangrattato. Si deve ottenere un impasto di media densità, poi con le mani, fare delle polpettine leggermente schiacciate(come le polpette d’uova  affinché all’interno  possano cuocere bene),alla fine si possono passare nel pangrattato e friggere in padella con olio di oliva molto caldo.