Gratteri: festa per i 100 anni di Giuseppe Cirincione

Grande Festa a Gratteri per i 100 anni di Giuseppe Cirincione. Alla presenza di tutti i familiari, alcuni giunti anche da fuori Sicilia, tanti amici e il Commissario straordinario del Comune di Gratteri, dott. Vincenzo Raitano,  che ha fatto dono al festeggiato di una targa ricordo. Presente il Parroco, don Francesco Richiusa, che ha impartito la Benedizione e amministrato l’Eucaristia. Tantissimi i messaggi di Augurio. Poi il tradizionale taglio della torta.
Questa una breve biografia scritta dal nipote, il prof. Marco Fragale. Giuseppe Cirincione nasce a Gratteri, il 21 aprile del 1918 da Giuseppe e Giovanna Di Maria. Quarto di sei figli, cresce nel piccolo borgo delle Madonie in una famiglia umile e molto religiosa. Proprio grazie alla sua nascita il padre Giuseppe, che si trovava al fronte, viene congedato per far ritorno a casa. Peppino è un bambino vispo, un ragazzo scherzoso e allegro, animatore di intere compagnie. Arruolato da giovane, militerà per anni a servizio della Patria in particolare durante il secondo conflitto mondiale. Lui stesso parlerà sempre del suo ritorno dalla Jugoslavia a piedi fino a Gratteri, subito dopo la fine della seconda guerra, attraversando tutta l’Italia, in scenari di fame e povertà. Ritornato a casa, il 29 settembre del 1947 sposa Giuseppa Lanza, gratterese classe 1922, con cui rimarrà legato per più di 70 anni fino alla recente dipartita. Agricoltore e grande lavoratore. Per anni anche confrate superiore della confraternita Madonna del Carmelo di Gratteri, seguendo una lunga tradizione di famiglia. Grazie alle sue testimonianze e ricordi sono stati raccolti in due tesi di laurea etnotesti riguardanti paraetimologie di antroponimi e toponimi locali nonché la ricostruzione di tradizioni, proverbi, storie e leggende locali. A tal proposito, durante la seduta di laurea in lettere moderne del nipote, sarà lui stesso a stringere la mano al professor Giovanni Ruffino, linguista e preside della facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi di Palermo nonché membro dell’Accademia della Crusca. Parte delle sue testimonianze sono confluite nel libro Rattalùçiu abberaffé di Marco Fragale; le altre invece in successivi volumi che raccontano un tassello importante della storia delle Madonie, in attesa di pubblicazione.