Cefalù, vietato ispezionare i locali comunali? La denuncia del consigliere Piazza

I consiglieri comunali possono effettuare ispezioni ai locali comunali? Dai consiglieri di opposizione del gruppo “Cefalù terzo millennio” arriva una denuncia pubblica contenuta nel testo di una interrogazione presentata al sindaco della cittadina normanna. E’ la storia vissuta dal consigliere Valeria Piazza (nella foto) che lo scorso 2 febbraio ha fatto formale richiesta a mezzo pec al responsabile dell’Ufficio Patrimonio del comune di Cefalù per poter accedere ai locali di proprietà del Comune. La risposta, a leggere la denuncia contenuta nella interrogazione, è arrivata oltre sette mesi dopo, il 3 settembre del 2018, quando il Comune, così come si legge nell’interrogazione, ha «acconsentito a svolgere la prima ispezione presso il Castello Bordonaro». Questa ispezione però, sempre secondo quanto si dice nell’interrogazione «è risultata parziale e senza la redazione del verbale ispettivo più volte sollecitato dal Consigliere».

Due giorni dopo la consigliere Piazza, è il 5 settembre, riceve una pec con la quale «l’Ufficio Patrimonio comunica che le successive date per le ispezioni sono state rinviate a data da destinarsi per un approfondimento normativo sulle modalità ed eventuali limiti di accesso ai locali da parte dei consiglieri comunali». A leggere quanto riportano i consiglieri nell’interrogazione qualcosa non li convince. Citano, infatti, alcune leggi. Anzitutto lo Statuto del Comune di Cefalù che al consigliere comunale riconosce l’esercizio delle funzioni ispettive. Poi citano il testo unico degli Enti locali che sempre ai consiglieri riconosce il diritto di ottenere dagli uffici tutte le notizie e le informazioni in loro possesso, utili all’espletamento del proprio mandato. I cinque consiglieri citano anche una sentenza del Consiglio di Stato dove si dice che al consigliere comunale non può essere opposto alcun diniego… determinandosi altrimenti un illegittimo ostacolo al concreto esercizio della sua funzione, che è quella di verificare che il Sindaco e la Giunta municipale esercitino correttamente la loro funzione. E sempre citando una sentenza del Consiglio di Stato i cinque consiglieri aggiungono che il Comune deve «porre in essere le condizioni perchè venga concretamente esercitato, senza incontrare ostacoli o atteggiamenti ostruzionistici, sicchè un eventuale rifiuto, motivato in modo apparentemente legittimo, ma, in sostanza, specioso o pretestuoso, non può che risolversi in illegittima manifestazione dell’attività amministrativa». A conclusione della loro interrogazione i cinque consiglieri comunali chiedono «di conoscere se durante le ispezioni i Consiglieri potranno ricevere la collaborazione del Comune mettendo in campo mezzi e personale per lo svolgimento in sicurezza delle stesse».