Uniti per le Madonie, una nuova associazione per dare voce ai cittadini liberi: intervista

Nasce “Uniti per le Madonie” una nuova associazione fondata da alcuni giovani e diversamente giovani delle Madonie che hanno deciso di rompere gli indugi e di lanciarsi in una nuova avventura. Presidente è stato eletto il castelbuonese Luca Martorana,  vice Presidenti il pollinese Antonio Rocca ed il gangitano Carmelo Giunta, segretario il castellanese Pino Di Martino, tesoriere il campofelicese Serafino Amato, responsabile organizzativo il polizzano Stefano Marabeti e portavoce il geracese Franco Scancarello. Presidente onorario è il noto imprenditore turistico geracese Antonio Mangia. Rimangono da eleggere Il Comitato dei Garanti e da nominare il Comitato tecnico scientifico che comprenderà eminenti personalità di origine o passione madonita, scelti anche tra i non soci. Per conoscere la nuova associazione abbiamo intervistato il suo presidente Luca Martorana. 

Ci definisce meglio la Mission di questa nuova associazione?
Siamo un gruppo di cittadini, fino ad oggi di 13 comuni delle Madonie che ci siamo messi assieme, dandoci delle regole, per svolgere un’attività di Informazione e stimolo verso una Cittadinanza attiva, consapevole e partecipativa dei cittadini  nei confronti delle Istituzioni Pubbliche e Private che si trovano a decidere e gestire il futuro della nostra Area. I nostri interlocutori privilegiati, nel bene e nel male saranno i Sindaci, e gli amministratori di Enti e società che operano per conto dei comuni. Saremo a loro sostegno, anche con nostre proposte e manifestazioni,  nelle azioni che condivideremo. Ci opporremo con tutti i mezzi leciti alle iniziative che non siano nell’interesse della Collettività amministrate.  

Perché un’Associazione per parlare delle Madonie?
Finora alcuni soci da singoli hanno tentato di far affermare nelle nostre Madonie i più basilari principi di rispetto delle norme e delle regole della Democrazia, della Trasparenza, della partecipazione dei cittadini  alle scelte che riguardano il loro futuro. Questi spesso sono stati isolati e quasi mai ascoltati con il rispetto dovuto a chi esprime opinioni che possono disturbare i piani dei conducenti, pensiamo però che queste esigenze di legalità, conoscenza e partecipazione siano esigenza comune alla  maggioranza dei cittadini liberi e consapevoli, ecco quindi l’esigenza di dare voce e rappresentanza con un organismo legale a tutti questi cittadini che intendono svolgere un’azione di Volontariato civico. Siamo convinti che la Governance complessiva del nostro territorio non sia il massimo che le Madonie possano esprimere in termini di competenze, qualità, capacità di confronto e moralità. Vorremmo promuovere la necessità di un ricambio generazionale e auspichiamo che si formi una Nuova classe dirigente che meglio sappia esprimere i requisiti che prima accennavo.

Per quali motivi chiedete di integrare i 2 Distretti Sanitari e i 2 Ospedali che gravitano nelle Madonie?
Per la verità la proposta non è nuova, già ai tempi quando fu creata la Fondazione Giglio San Raffaele fu tentata la integrazione degli Ospedali di Cefalù e Petralia. Allora non se ne fece nulla perché il personale medico, paramedico ed amministrativo di Petralia non volle rischiare di uscire dal Ruolo Pubblico. Oggi le condizioni sono diverse. Intanto abbiamo 2 Strutture moderne, si pensi che il progettista fu lo stesso per entrambi gli Ospedali, l’entrata di Petralia nella Fondazione darebbe nuovo respiro ad entrambe le strutture Ospedaliere e garantirebbe i numeri per mantenere il Punto nascita di Cefalù e tutti gli altri reparti già attivi nei 2 nosocomi. Petralia oltre alla indispensabile presenza della Struttura Urgenza- Emergenza, ha un reparto di eccellenza regionale per la Lungodegenza e riabilitazione, si potrebbe creare o trasferire  anche un nuovo reparto d’eccellenza e liberare posti letto in quello di Cefalù. Insomma la popolazione Madonita ne trarrebbe indubbio vantaggio, va da se che integrando i 2 Ospedali, occorrerebbe integrare le strutture socio sanitarie dei 2 distretti.

L’idea  che si facesse di Cefalù la cerniera fra Nebrodi e Madonie risale agli anni 60 quando un Vescovo se ne era fatto promotore. Che significa oggi parlare di una Nuova Provincia per il Nostro Territorio?
Allora non vi erano le città Metropolitane. Oggi i pareri di tutti gli economisti, i sociologi e i pianificatori  sono concordi nel dire  che l’area che va da Termini Imerese a Capo d’Orlando non c’entra nulla con le 2 grandi città Metropolitane di Palermo e Messina. Diverse sono l’economia, le tradizioni, le abitudini, lo stile di vita e le esigenze. Mettendo assieme i circa 60 comuni di questo comprensorio si potrebbe dare vita a quella che noi definiamo la provincia dei tre Parchi, che oltre ai meravigliosi monti , potrebbe vantare uno dei litorali più incantevoli del pianeta. Se si riuscirà a convincere tutti questi comuni sull’opportunità di promuovere la proposta, pensiamo che nessun gruppo Parlamentare all’Ara e nessun Governo possa opporsi alla Costituzione di questa Nuova Provincia. Noi ci faremo promotori di questa idea, poi occorrerà il concorso di tutti i comuni e le forze politiche . sociali ed imprenditoriali. Per questo il progetto è quello di formare un Comitato promotore il più ampio e composito e rappresentativo possibile.