Carro FIAT 2000, il gigante perduto. A cento anni dalla sua costruzione (1918-2018)

Esattamente cento anni fa, in Italia, veniva costruito il primo carro armato pesante denominato FIAT 2000. Tuttavia, sin dal 1916 la grande casa torinese produttrice di automobili, aveva già avviato uno studio progettuale del nuovo mezzo cingolato, basandosi su alcune informazioni pervenutegli, tramite gli alti vertici militari. Tali informative riguardavano alcune immagini fotografiche del prototipo del carro d’assalto britannico “Little Willie”, a buon diritto considerato dagli storici militari, l’antenato di tutti i veicoli corazzati da combattimento. Il progetto italiano doveva essere realizzato in tempi relativamente brevi, per far fronte a un doloroso e difficile problema che si era creato nei campi di battaglia, ossia, l’estenuante guerra di trincea con il conseguente blocco delle operazioni. Infatti, l’impiego del carro armato, insieme all’utilizzo delle armi chimiche e della mitragliatrice, quest’ultima, considerata la Regina incontrastata della Grande Guerra, avrebbe dovuto sbaragliare il nemico snidandolo dalle linee trincerate.

In realtà, per opera di due esperti e valenti progettisti, l’avv. Carlo Cavalli e l’ing. Giulio Cesare Cappa, si riuscì creare nel 1917, un prototipo di carro che fu presentato alle autorità militari il 21 giugno dello stesso anno e impiegato per le prove dal collaudatore FIAT, Antonio Fagnano. Il telaio-prototipo sperimentale che venne esibito in quel lontano giovedì del ‘17 era già fornito della parte meccanica definitiva. Però, in seguito, il modello fu provvisto di armamento e corazzatura e fu ulteriormente collaudato sul campo, nei pressi di Torino. Tra il 1918 e il 1919, sempre gli stessi progettisti curarono la realizzazione di due soli esemplari FIAT 2000. Il nuovo mezzo da combattimento fu adottato dal Regio Esercito durante la Prima Guerra Mondiale ma, entrambi i cingolati non furono mai impiegati in linea. Dalla fine del conflitto il Regio Esercito italiano deteneva nei suoi arsenali oltre ai due Carri FIAT 2000, anche un carro Schneider CA1, sette carri Renault FT Modèle 1917 e circa 120 autoblindate. Nel dopoguerra, esattamente nel 1919, tutti e due carri armati (purtroppo non esistono fotografie che ritraggano insieme i due esemplari), furono assegnati presso la neo costituita “1Batteria Autonoma Carri d’Assalto” con sede a Torino. Sempre nello stesso anno, nell’ambito delle attività di contrasto alla guerriglia, uno dei due carri pesanti fu inviato in Libia, nei pressi di Misurata, congiuntamente a tre carri Renault FT. Il 2 aprile del 1919 allo stadio Flaminio di Roma il carro “gemello” FIAT 2000, che nel frattempo era rimasto in Italia, fu presentato al Re e alle autorità militari, in occasione dell’esibizione dimostrativa dinamica. In quella circostanza il carro fu riverniciato con i colori mimetici.

Circa la sorte del carro inviato in Libia, che fu impiegato in un ruolo totalmente diverso da quello per il quale era stato concepito, non si ebbero più notizie, se ne persero le tracce e pertanto non tornò più in patria. L’altro esemplare, secondo quanto ci riferiscono le testimonianze oculari, nel 1923 fu custodito nella caserma romana di via Marsala a scopo di propaganda. In seguito, nel settembre del 1927 il carro fu trasferito nella sede del forte Tiburtina. Il 3 settembre 1934 il Carro FIAT 2000 venne esposto, ai Parioli, in occasione del Campo Dux, in quell’occasione fu mostrato con la livrea grigioverde e con le due mitragliatrici anteriori sostituite da cannoni Vickers-Terni 37/40; e sempre nel 1934 fu posto a Bologna nella Caserma “Mazzoni”. Infine, nel 1936 il carro FIAT 2000 che ricordiamo era rimasto l’unico esemplare sopravvissuto, fu custodito presso il 3o Reggimento carristi, di Bologna, insieme alle altre preziose testimonianze storiche primordiali del carrismo italiano: il carro corazzato Schneider CA1 e il carro armato leggero Renault FT17, mezzi cingolati, arrivati in Italia poiché fortemente voluti dal Capitano Alfredo Bennicelli. Chiaramente il carro FIAT 2000, fu un vero unicum, difatti, anche se si rivelò un mezzo blindato con un peso sproporzionato, circa 40 tonnellate e avente una velocità di circolazione lenta, nello stesso tempo fornì tecnicamente, prove peculiari e innovative. In realtà, grazie all’ingegno dei progettisti, si riuscì a concepire il primo carro provvisto di un obice montato in una torretta rotante a giro d’orizzonte, e si ebbe per la prima volta in assoluto, un carro munito di corazza, la più spessa tra i carri di allora in circolazione.

Inoltre, il carro pesante fu dotato del vano di combattimento diviso dal vano motore, e fu capace di superare gli ostacoli verticali, grazie alla speciale forma dei suoi cingoli. Questo mezzo dalla struttura alquanto voluminosa, restò ufficialmente in servizio nel Regio Esercito sino al 1934. Ciò nonostante, dei due mezzi cingolati, veri e propri capostipiti dei carri armati italiani, sfortunatamente se ne persero le tracce, probabilmente demoliti e venduti come ferro vecchio, finanche i progetti originali, furono perduti irrimediabilmente. La loro memoria ci viene solamente tramandata, da una dozzina di foto d’epoca; dalle foto del ciclo progettuale, peraltro di scarsa qualità e dal Modello “Quarello” (dal nome del laboratorio artigianale di ebanisteria che lo realizzò su richiesta della FIAT). Esso, in scala 1/5 è stato fortunosamente ritrovato e recuperato nel 2017 sul mercato antiquario che lo aveva messo in vendita nel 2013. «Nel centenario della nascita del Carro Armato italiano, è nato un Comitato che intende procedere alla riprogettazione inversa e alla costruzione “ex novo” di una replica “tale e quale” del Carro Armato Fiat 2000, che per la sua epoca fu il più grande e potente Carro Armato realizzato a livello mondiale. Il Comitato per la Costruzione della Replica del Fiat 2000 e’ costituito da persone che offrono la loro opera gratuitamente e finanzia il progetto con le donazioni. Il Comitato è composto da appassionati di Storia Militare, nella fattispecie di Carri Armati, che ha deciso di ricostruire il Fiat 2000, ovvero il Primo Carro Armato Italiano realizzato nel 1918 dalla FIAT. Il gruppo vanta dell’apporto di Tecnici ed Ingegneri di prim’ordine che, gratuitamente, stanno compiendo un’opera di Reverse Engenering, riprogettando da capo il Carro Armato». L’avvio del cantiere per la costruzione della replica di questo carro è previsto secondo quanto ci riferiscono i responsabili del Comitato Tecnico, per gli inizi del 2019

L’iniziativa e’ copatrocinata da diverse Associazioni d’Arma:

Associazione Nazionale Carristi d’Italia 

Associazione Nazionale Ufficiali Tecnici dell’Esercito Italiano 

Associazione Nazionale Arma di Cavalleria 

Associazione Nazionale Autieri d’Italia 

Unione Nazionale Ufficiali  in Congedo d’Italia 

Associazione Lagunari Truppe Anfibie 

Granatieri di Sardegna 

Inoltre fanno parte del Comitato:

Associazione Raggruppamento SPA 

Associazione Cultori della Storiadelle Forze Armate 

Il Comitato opera sotto l’ombrello legale e fiscale della sezione di Firenze dell’Assocarri

Foto a corredo dell’articolo: Esemplare  FIAT 2000. Stadio Flaminio di Roma 1919. Per gentile concessione del Comitato Tecnico costruzione replica Carro FIAT 2000.


Giuseppe Longo
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@longoredazione