Maldive del Salento: conosciamo l’erba medica marina

Le bellezze del Bel Paese adorate in tutto il mondo

Molto spesso si pensa che per vedere dei luoghi mozzafiato sia necessario andare lontano e superare i confini del Bel Paese, senza considerare le bellezze che l’Italia ha da offrire. Non solo arte e storia, ma anche gastronomia, botanica e chi più ne ha più ne metta; l’Italia è un Paese adorato dai turisti di tutto il mondo proprio per la sua unicità e per le meraviglie che ha da offrire, in grado di incantare letteralmente chiunque.

L’Italia, poi, è una meta turistica particolarmente ambita durante tutto l’anno, tanto che il turismo rappresenta una delle principali voci di entrata del nostro Paese; ad ogni modo, l’affluenza di turisti si incrementa nella stagione estiva, perfetta per approfittare del clima favorevole offerto dalle zone balneari.
Non si tratta solo di turisti provenienti da altri Paesi europei o extraeuropei, ma anche di italiani che decidono di evadere dalla loro quotidianità e scoprire (o riscoprire) le meraviglie che la loro patria è in grado di offrire.

Uno dei luoghi più incantevoli, soprattutto d’estate, è costituito dalle cosiddette Maldive del Salento: il nome, che fa riferimento ad uno specifico tratto di costa pugliese che va da Gallipoli e termina a Santa Maria di Leuca, è stato attribuito a partire da un lido chiamato proprio “Le Maldive“.
Questa connotazione non è sicuramente casuale, poiché l’acqua cristallina e trasparente di questa zona costiera, unita alla sabbia bianchissima e fine, riportano alla mente le immagini paradisiache delle Maldive, meta sogno di qualsiasi turista alla ricerca di una vacanza indimenticabile nel migliore dei villaggi Salento all inclusive.

L’elevato livello di questa zona balneare è certificata dal famoso riconoscimento Bandiera Blu, che ogni anno viene conferito dalla FEE (Foundation for Environmental Education) e che attesta la qualità non solo dei vari parametri relativi alle acque e alla balneazione, ma anche ai vari servizi offerti ai turisti, tra cui spicca senza dubbio la sostenibilità ambientale, tematica particolarmente sentita per il benessere del Pianeta negli ultimi decenni.

L’Italia, la zona costiera e la sua flora tipica

Ebbene, tra i tanti elementi in grado di abbagliare turisti e non, in questo tratto costiero la natura offre molti altri spettacoli, tra cui si rilevano:

  • piante relativamente comuni come l’erba medica marina, nota anche con il nome di erba medica delle spiagge (e il cui nome botanico è Medicago marina L.);
  • piante più rare e misteriose, come il giglio di mare.

L’erba medica marina: il fiore delle Maldive del Salento

Questa pianta si ritrova tipicamente nei tratti della costa mediterranea e, di conseguenza, anche sulle coste delle Maldive del Salento; in più, si ritrova anche nelle aree costiere delle maggiori isole italiane, ovvero Sicilia e Sardegna.
Nello specifico, si tratta di una pianta mediterranea perenne appartenente alla famiglia delle Fabaceae, che cresce e si insinua nelle dune di sabbia dei litorali mediterranei e si può riconoscere grazie ai suoi diversi tratti caratteristici: innanzitutto, si presenta in un colore verde tendente al grigio e ricoperta da una sorta di peluria cotonosa molto fitta e folta; poi, ha un fusto robusto di lunghezza variabile (tra i 10 e i 50 centimetri), arricchito da foglie alterne composte a loro volta da tre foglioline denticolate, oltre che da fiori ermafroditi gialli, che invece sono provvisti di un calice campanulato e che sbocciano nelle stagioni primaverili ed estive.

Nonostante si tratti di una pianta che cresce spontaneamente nelle zone litoranee sabbiose, ciò non esclude che si possa coltivare anche in ambito domestico, per abbellire i propri giardini o addirittura inserendole anche in giardini rocciosi. Infatti, la sua coltivazione non prevede particolari difficoltà; l’unico aspetto da tenere fortemente in considerazione è la necessità di un clima secco per poter proliferare in maniera ottimale ed è quindi fondamentale che la pianta venga fatta crescere in un ambiente privo, per quanto possibile, di umidità.

Il giglio di mare, conformazione e curiosità

Le Maldive del Salento, ad ogni modo, rappresentano un’area particolarmente prolifica per quanto riguarda erbe e piante di tutto rispetto. Infatti, un altro spettacolo della natura che cresce sempre in quest’area litoranea è il giglio di mare, il cui nome botanico è Pancratium maritimum: si tratta di una pianta che appartiene alla famiglia delle Amarillidaceae, si sviluppa in larghezza e si radica nella dune sabbiose attraverso un bulbo sotterraneo.

Il giglio di mare, proprio come tutte le altre piante appartenenti a questa specifica famiglia, durante le stagioni più fredde tende a scomparire completamente dalla vista, per ritornare poi quando il clima torna ad essere favorevole per la sua crescita. I suoi fiori sono di un bianco candido, con petali che assomigliano molto a quelli delle eleganti orchidee; ogni pianta può presentare da 3 a 15 fiori bianchi caratterizzati da un’intensa e persistente profumazione di giglio, percepibile soprattutto nelle miti notti estive.

Anche questi fiori, la cui particolarità è la loro dimensione (infatti, possono raggiungere addirittura i 15 centimetri), poi, sono ermafroditi: il seme del fiore si ritrova al suo interno in una massa che si potrebbe definire sugherosa e molto leggera; proprio questa massa fa sì che il fiore, una volta trasportato dalle onde che raggiungono le dune sabbiose della spiaggia, galleggi e raggiunga quindi sempre nuove coste. Proprio grazie all’azione delle onde e delle correnti marine, infatti, i semi vengono continuamente trasportati in altri punti della costa, favorendo la crescita di nuove piante di giglio di mare in zone sempre nuove e talvolta anche particolarmente lontane. Questa disseminazione via mare, che si svolge come una vera e propria navigazione marittima, prende il nome di idrocora ed è la stessa tipologia adottata anche dalle noci di cocco.