Vertenza Blutec: il documento dei Sindaci consegnato al Ministro Di Maio

Illustre Ministro Di Maio,
innanzitutto Le diamo il benvenuto in questo territorio che per la sua storia e per la sua ubicazione nel centro del Mediterraneo noi consideriamo il più bello al mondo.
Come Sindaci, rappresentanti dei cittadini nelle istituzioni, siamo felici e soddisfatti della Sua autorevole presenza oggi a Termini Imerese.
Sappiamo che non è la prima volta che visita questo territorio, in quanto ha già avuto modo di occuparsi della vertenza ex Fiat – Blutec, recandosi personalrnente davanti ai cancelli dello stabilimento, incontrando gli operai ed i sindacati e visitando la casa di una famiglia che aveva fatto espressa richiesta di incontrarLa.
Questa Sua volontà di essere presente ci da modo di giudicare positivamente il Suo impegno nei confronti sia della vertenza sia per questo Territorio. Nonostante gli spiacevoli fatti, frutto certamente di una malintesa comunicazione, che sono avvenuti lo scorso 13 Febbraio a Roma all’ingresso del Suo Ministero, per cui nostro malgrado abbiamo dovuto alzare la voce per essere ascoltati, siamo convinti che possiamo trovare nella Sua persona e nel ministero che presiede un punto di riferimento per un confronto che permetta di risolvere in modo definitivo e, soprattutto, positivo questa vertenza.
Facendo appello alla sensibilità che ha mostrato e all’impegno per questa delicata e complessa vertenza, che, com’é ben chiaro a tutti, non ha solo una valenza territoriale o regionale, ma ha rilevanza nazionale per le ripercussioni economico e sociali che ha determinato. Non possiamo non sottolineare come la situazione attuale sia “frutto” delle politiche industriali nazionali degli anni 70′, in cui la FIAT ci aveva permesso di sognare in un futuro roseo nel settore automobilistico,
distogliendoci, di fatto dalla nostra naturale vocazione turistica e culturale.
Come ben sappiamo, la storia di questa vicenda é lunga, infatti la FIAT in una riunione a Palazzo Chigi del 22 dicembre 2009 annuncia la chiusura dello stabilimento per il 31 dicembre 2011, anche se di fatto il passaggio da FIAT a BLUTECH é avvenuto 31 dicembre 2014. Quel sogno industriale in cui avevamo tutti creduto ed investito, si é trasformato in un incubo di cui ancor oggi non riusciamo a liberarci.
Noi Sindaci abbiamo il “dovere dell’oggettività”, di questi tempi più una virtù, oseremmo dire, non fosse altro perché agendo nella quotidianità a diretto contatto con le nostre comunità e con i bisogni che esprimono, abbiamo accumulato un’esperienza di vita che ci consente di vedere le cose con neutralità, imparzialità e sano realismo che invita al buon senso del padre di famiglia.
Ed è la forza che deriva da questa “oggettività politica” che ci permette di dire che tutti i precedenti governi che si sono occupati di questa vertenza, senza togliere il loro impegno e la loro buona fede, non sono stati in gradi di risolvere di positivamente questa vertenza e, di conseguenza, ipotizzare un fattivo Piano di rilancio economico.
Oggi, Ministro Di Maio, ci troviamo dinanzi una grossa opportunità. Quella di indirizzare la rotta di quel cambiamento che i cittadini hanno Visto e vedono nell’attuale Governo, di cui Lei é eminente rappresentante. Un cambiarnento della politica e delle politiche che oggi, seduti a questo tavolo, Noi Sindaci chiediamo che si attui il prima possibile e che Veda proprio in questa nostra dolorosa vicenda un punto di partenza, un anno zero da cui ripartire tutti insieme.

Nello specifico:
– Vogliamo che cambi il rapporto tra governo centrale ed i sindaci, al fine di prevedere una concertazione istituzionale permanente per la condivisione di strategie e di visione per questo territorio;
– Vogliamo che cambi la politica del governo rispetto a questa vertenza che nel rispetto della ormai oggettiva vocazione industriale nel settore automobilistico dell’area industriale, punti strategicamente anche alla conversione ecologica dell’intero sistema della mobilità;
– Vogliamo che cambi la visione politica del governo nei confronti di questo territorio attraverso un vero piano di investimenti pubblici che faccia da volano alle potenzialità di sviluppo commerciale, turistico ed agricolo presenti sfruttandone l’ubicazione geografica – e quindi il porto di Termini Imerese – riappropriandoci cosi di una funzione strategica che la “Valle di Imera” ha avuto nella storia;
Questi sono alcuni dei punti che riteniamo necessari porre in essere per avviare un dialogo costruttivo con Lei come persona, cittadino e Ministro, facendo leva sulla sua disponibilità. Non é superfluo sottolineare signor Ministro che, sia come amministratori ma ancor piü come uomini e donne, ci unisce una responsabilità non solo nei confronti degli operai ex-Fiat e delle rispettive famiglie ma anche dell’intera popolazione del nostro territorio che solo attraverso azioni di buon governo potrà avere un futuro migliore, certo e delineato, e che permetterà ai nostri giovani di
vivere e di rimanere in questa splendida terra che non merita il trattamento che sino ad aggi le è stato riservato.
Ci preme sottolineare che la passione, che certamente traspare in questo breve documento, il quale vuole semplicemente essere l’avvio di un ragionamento con il Governo – e per tali motivi non è da considerate esaustivo di tante altre problematiche che contraddistinguono questo territorio — la stessa con cui ogni giorno da Sindaci amministriamo vivendo, le nostre comunità, assumendoci
responsabilità ed agendo in un quadro normativo ed amministrativo che non sempre favorisce scelte utili per il bene collettivo.
Vogliamo chiudere questo documento rivolgendo il nostro sguardo, in questa stanza, verso gli affreschi della Cammara Picta. dipinta da Vincenzo La Barbera nel XVII secolo, Architetto e Pittore Termitano dal quale emerge la storia, “identità, l’orgoglio e la profonda sete di libertà e di giustizia che ha sempre contraddistinto questo territorio. E’ con lo stesso orgoglio che ci hanno trasmesso i nostri padri, rivendichiamo il diritto al futuro per le nostre comunità e per le generazioni che
verranno.

Termini Imerese. 23 Febbraio 2019
I Sindaci