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A ferragosto sul colle di Gibilmanna si festeggia l’Assunta

Sul colle di Gibilmanna la festa dell’Assunta ha tradizioni antichissime. Sull’altare maggiore della chiesa nel 1623 è stato collocato un grande dipinto dell’Assunta di autore sconosciuto. Fra le curiosità di ferragosto legate al santuario di Gibilmanna va ricordato quanto accaduto nel 1760 quando il vescovo della diocesi di Cefalù, di allora, Gioacchino Castelli, incorona la Vergine e il Bambino con delle corone pervenute dal Vaticano. La storia narra che all’avvenimento partecipò una folla di persone e per l’occasione un muto e un cieco riacquistarono rispettivamente la parola e la vista.

Si narra che il 5 aprile del 1534 una nave che trasportava la statua della Madonna con bambino trova rifugio da una tempesta nei pressi del borgo del Castello della Roccella. La leggenda narra che Maria apparve a un frate cappuccino che viveva a Gibilmanna dicendogli di andare a prendere la statua per costruire un santuario. La statua sarebbe stata caricata su un carro trainato da buoi, che lasciati in libertà, dopo giorni di viaggio si fermarono nel promontorio che sovrasta Cefalù, dove sorge l’attuale Santuario di Maria SS. di Gibilmanna. Nel 1576 a Padre Sebastiano Di Majo mentre celebra la messa, nell’antica chiesetta, appare Gesù che lo invita a dipingerlo così come lo vedeva. Non avendo colori rimedia con alcuni colori dalle piante pestate presenti nel territorio. Dipinge così un quadro, attualmente esposto nel Santuario. Padre Sebastiano è stato il fondatore della comunità cappuccina del Santuario di Gibilmanna. Presso lo stesso convento sembra abitasse anche un eremita: tale Giuliano de Placia da Misilmeri. Si narra che la sua cella era nel tronco di un castagno. Il suo nome si legge sull’iscrizione del piedistallo (“Julianus de Placia de terra Musumeri fieri me fecit” su un lato e sull’altro “fu fatto in tempore di Presti Miceli Senaturo Chapelano”) di una statua della Madonna, attribuita nell’Ottocento a Antonello Gagini.

Quando nel 1619 viene letto a guardiano del convento padre Sigismondo da Pollina si decide l’erezione di una nuova chiesa al posto dell’antica cappella benedettina. Questa chiesa viene completata nel 1623 e due anni dopo aperta al culto. In questa nuova chiesa viene trasferita la venerata immagine della Madonna con Bambino, un affresco in stile bizantino dell’antica cappella benedettina, che fu distaccato e inserito nel muro della cappella della Madonna. Vi arrivano anche la statua della Vergine e l’antico Crocifisso che secondo una tradizione aveva parlato a Padre Sebastiano. Per l’altare maggiore viene realizzato un nuovo dipinto raffigurante l’Assunta. Nel 1954 papa Pio XII dichiara Maria Santissima di Gibilmanna patrona della diocesi e della città di Cefalù.

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