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I fichi d’India fanno bene o male al colesterolo? La risposta della medicina

I fichi d’India fanno bene o male al colesterolo? Uno studio dell’Istituto di Medicina Nucleare di Perugia ha evidenziato come il consumo abituale della polpa di fichi d’India eserciti una riduzione significativa del colesterolo cattivo (LDL). Gli alti livelli di fibre contenuti nei fichi d’india, infatti, contribuiscono a ridurre i livelli di colesterolo cattivo. I livelli significativi di potassio contenuti da questo frutto, inoltre, possono contribuire ad abbassare la pressione sanguigna, rilassando i vasi sanguigni e riducendo lo stress sul sistema cardiovascolare. Le batalaine, presenti nei fichi d’india, infine, sono state collegate al rafforzamento delle pareti dei vasi sanguigni, riducendo la possibilità di indebolire il sistema cardiovascolare. Ecco perché questi frutti contribuiscono nella prevenzione di arterosclerosi, malattie coronariche e ictus. E’ stato dimostrato che le betalaine contenute nei fichi d’india vengono assorbite nell’intestino umano. Le betalaine sono dei pigmenti rossi, ma anche gialli, e sono molto importanti per la salute. Hanno, infatti, azione antiossidante e antinfiammatoria. La sperimentazione scientifica ha evidenziato proprietà contro i tumori della pelle e del fegato.

Come si sbucciano i fichi d’india? Immergerli per un’ora circa in una bacinella contenente acqua a temperatura ambiente. Trascorso questo tempo, per eliminare parte delle spine caduche, indossare dei guanti resistenti. Prendere dalla bacinella un fico d’India. Posarlo in orizzontale su un tagliere ed infilzarvi i rebbi di una forchetta per tenerlo fermo. Con un coltello affilato eliminare prima l’una e, poi, l’altra estremità del frutto. Per questo praticare un’incisione superficiale sulla buccia del fico d’India, nel verso della lunghezza. Evitare di spingersi in profondità con la lama del coltello, in modo da non incidere la polpa. Tenendo fermo il frutto con la forchetta, con la lama del coltello staccare uno dei due lembi di buccia dalla polpa del fico, fino ad allargarlo sul tagliere. Con la mano srotolare il frutto nella direzione opposta, fino a staccarlo del tutto dalla buccia. Una volta completata l’operazione, tenere i fichi d’India in frigorifero e gustarli freddi.

Quali sono i benefici alla salute dei fichi d’india? Un recente studio ha evidenziato che l’attività antiossidante dei fichi d’india sia nettamente maggiore nella varietà con i frutti di colore rosso. Tale caratteristica è data anche dalla presenza del pigmento betalaina, lo stesso contenuto nella barbabietola. Uno studio condotto in Egitto, invece, sostiene l’effetto antinfiammatorio e analgesico dell’estratto alcolico dai frutti, fiori e foglie dei fichi d’india. Questi frutti aiutano a prevenire il diabete. Possiedono, infatti, la capacità di abbassare i livelli ematici di glucosio e di ridurre il rischio di insulino – resistenza. Entrambe le condizioni, accompagnate spesso anche dall’obesità, portano allo sviluppo del diabete di tipo 2. Importanti sono anche i benefici che questi frutti apportano all’intestino. La cellulosa che possiedono, emicellulosa e lignina, è un tipo di fibra che riduce la permanenza di massa fecale nel lume intestinale, riducendo il rischio di colonizzazione batterica indesiderata e il riassorbimento delle tossine, normalmente eliminate con le feci. Grazie al basso contenuto di sodio e all’alto contenuto in potassio ed acqua, i fichi d’india, favoriscono la diuresi e contribuiscono all’abbassamento della pressione arteriosa. Questi frutti sono utili anche nelle diete dimagranti. Grazie al basso apporto calorico e ad alto contenuto di fibra, i fichi d’india possono considerarsi un ottimo spuntino nelle diete dimagranti. Molti sono i benefici che apportano alla pelle, alle unghie e ai capelli. L’alto contenuto in vitamina C e vitamina A fanno dei fichi d’india un ottimo integratore naturale per preservare il benessere della pelle e dei capelli.