Cefalù: carabiniere in pensione muore per coronavirus. Era ricoverato in ospedale

«Concittadini, con forte commozione e intensa partecipazione emotiva debbo purtroppo comunicarvi una notizia che funesta l’intera comunità cefaludese. Il nostro concittadino, affetto da Coronavirus e ricoverato presso un ospedale di Palermo, è venuto a mancare pochi minuti fa a causa di un improvviso peggioramento delle condizioni cliniche. Mai avrei voluto dare una notizia così tremenda che, vi devo confessare in tutta franchezza, mi ha personalmente sconvolto». Lo annuncia sul suo profilo facebook il sindaco di Cefalù, Rosario Lapunzina. «Da quando egli mi contattò per manifestarmi il timore di aver contratto il virus e, poi, in tutte le fasi seguenti: la quarantena, l’effettuazione del tampone, l’esito positivo, il ricovero, la terapia intensiva, il miglioramento delle condizioni fino alla drammatica notizia di poco fa, ho seguito la vicenda del nostro sfortunato concittadino posso affermare che è nata, seppur a distanza, una sincera amicizia. L’ho più volte incoraggiato, ho sperato, mi sono rallegrato e, ora, sono affranto davanti ad un destino che si è rivelato implacabile. Certo di avere la condivisione da parte di tutti i cefaludesi ho deciso di proclamare il lutto cittadino, per offrire un simbolico attestato di partecipazione dell’intera comunità cefaludese al dolore per la scomparsa del nostro concittadino. Desidero, pertanto esempio esprimere il cordoglio della città ai familiari, all’Arma dei Carabinieri, che lo ha annoverato tra le sue fila, agli amici, ai colleghi, a tutti coloro i quali ebbero la fortuna di conoscerlo. Il virus, terribile e impietoso, che lo ha sottratto alla vita terrena ci impedisce di rendergli l’ultimo estremo omaggio come meriterebbe. Prometto, tuttavia, che il suo nome non sarà dimenticato; lo dobbiamo a lui e a tutti coloro che a causa di questa pandemia sono morti, hanno perso gli affetti più cari, hanno sperato, hanno combattuto e continuano a profondere tutte le energie affinché il mondo esca al più presto da questo incubo».

 

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