Il Ponte sullo Stretto torna al centro del dibattito sulle infrastrutture del Sud. A rilanciarlo è stato il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, intervenuto in collegamento a un convegno organizzato alla stazione marittima di Messina da Fs Engineering e Ansfisa. Un intervento breve ma pieno di numeri, di cifre pesanti. Salvini ha parlato di investimenti che, a suo dire, non si vedevano da decenni. Ha annunciato che tornerà presto in Sicilia e ha ribadito che il progetto del ponte rappresenta solo una parte del piano complessivo per le infrastrutture del Sud.
Il costo del Ponte sullo Stretto
Il ministro ha voluto chiarire subito una questione che da anni alimenta discussioni: il costo dell’opera. Secondo Salvini, il ponte sullo Stretto avrà un costo di circa 13 miliardi e mezzo di euro. Una cifra alta, ma che, ha spiegato, rappresenta meno della metà del costo complessivo delle altre infrastrutture collegate al progetto. Il ponte, dunque, sarebbe solo il cuore di un sistema molto più ampio di lavori che riguardano strade, ferrovie e collegamenti logistici. L’obiettivo dichiarato è quello di rendere il Sud più connesso con il resto del Paese e con l’Europa, superando una storica difficoltà nei collegamenti tra Sicilia e continente.
Il piano per le infrastrutture nel Mezzogiorno
Durante l’intervento il ministro ha parlato di un piano infrastrutturale molto più ampio che riguarda l’intero Mezzogiorno. Tra gli esempi citati c’è la statale 106 Jonica, per la quale sono previsti investimenti pari a 3 miliardi e 800 milioni di euro. Salvini ha definito questa cifra “senza precedenti negli ultimi decenni”. L’intervento sulla Jonica rientra in un piano più vasto che punta a migliorare la viabilità nel Sud Italia, con particolare attenzione alle arterie stradali considerate strategiche per lo sviluppo economico e per la sicurezza della circolazione.
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Cantieri aperti in tutta Italia
Nel suo intervento Salvini ha anche fatto riferimento al quadro generale delle opere pubbliche attualmente in corso nel Paese. Secondo il ministro, in Italia sarebbero aperti cantieri per un valore complessivo di circa 27 miliardi di euro. Una cifra che, secondo il titolare delle Infrastrutture, dimostrerebbe una fase di forte accelerazione negli investimenti pubblici. Strade, linee ferroviarie, interventi sui bacini idrici e opere di messa in sicurezza del territorio sono indicati come le principali priorità. Il governo sostiene che il rafforzamento delle infrastrutture sia una condizione necessaria per sostenere lo sviluppo economico e ridurre il divario tra Nord e Sud.
Le incognite del contesto internazionale
Il ministro ha poi accennato al contesto internazionale, definito complesso e instabile. Le tensioni in Medio Oriente, ha ricordato, potrebbero avere ripercussioni anche sull’economia europea, soprattutto per quanto riguarda i costi dell’energia. Un elemento che potrebbe incidere anche sui grandi progetti infrastrutturali e sui costi delle opere pubbliche. Nonostante queste incertezze, Salvini ha ribadito la volontà del governo di proseguire con i programmi di investimento previsti.
Il tema del Ponte sullo Stretto continua così a essere uno dei simboli della politica infrastrutturale per il Sud. Da una parte le promesse di sviluppo, collegamenti più rapidi e nuove opportunità economiche. Dall’altra le discussioni su costi, tempi e impatto sul territorio. Intanto il ministro ha annunciato che tornerà presto in Sicilia, con la provincia di Messina indicata come uno dei punti centrali del progetto. Il dibattito resta aperto, mentre le cifre annunciate riportano ancora una volta il ponte al centro dell’attenzione nazionale.















