Non capita tutti i giorni che un insegnante italiano venga premiato negli Stati Uniti come miglior docente dell’anno. È successo a Francesco D’Anna, professore originario di Bagheria, che a New York ha ricevuto un riconoscimento prestigioso dall’associazione italiana-americana degli educatori. Ma cosa c’è dietro questo premio? La risposta sta in oltre trent’anni di dedizione all’insegnamento, in una passione costante per le materie scientifiche e in un’attenzione speciale verso gli studenti più fragili.
Il premio non arriva per caso. La giuria ha voluto celebrare un percorso lungo e coerente, fatto di impegno quotidiano in classe e di una visione moderna della scuola. Per più di trent’anni il professore D’Anna ha insegnato le discipline scientifiche, lavorando per avvicinare i ragazzi a un mondo che spesso viene percepito come difficile o lontano. Il suo obiettivo è sempre stato lo stesso: rendere la scienza comprensibile, interessante e accessibile a tutti.
Una parte importante del riconoscimento riguarda l’impegno nella diffusione delle cosiddette pratiche Stem, cioè le metodologie che uniscono scienza, tecnologia, ingegneria e matematica. Si tratta di un approccio che insegna ai ragazzi a ragionare, a risolvere problemi e a collegare tra loro materie diverse. Il professore D’Anna ha lavorato a lungo per portare queste pratiche in classe e per farle conoscere anche ad altri insegnanti, contribuendo alla loro formazione continua.
A questo si aggiunge un altro elemento che ha pesato molto nella scelta: l’attenzione costante ai temi dell’inclusione scolastica. Per D’Anna la scuola deve essere un luogo capace di accogliere tutti, senza lasciare indietro nessuno. Questa sensibilità, unita alla competenza scientifica, ha reso il suo metodo un esempio apprezzato anche oltre i confini italiani.
Oggi il professore lavora alla scuola d’Italia “Guglielmo Marconi” di New York, dove dal 2022 dirige il dipartimento Stem. Qui collabora con il presidente e il consiglio direttivo dell’istituto e coordina progetti di scambio culturale, come il programma “Study Abroad”, che mette in relazione studenti italiani e statunitensi. Un’attività che testimonia la sua capacità di costruire ponti tra comunità e culture diverse.
Il valore del suo lavoro è riconosciuto anche da importanti realtà scientifiche. D’Anna collabora infatti con l’Unione Matematica Italiana (Umi) e con la European Mathematical Society (Ems), contribuendo alla diffusione di pratiche didattiche avanzate e alla crescita professionale dei docenti.
Prima di trasferirsi negli Stati Uniti, il professore era stato anche consigliere comunale a Bagheria, segno di un impegno verso la propria comunità che lo ha sempre accompagnato.
La sua città ha accolto la notizia con grande orgoglio. Il sindaco Filippo Maria Tripoli ha definito la nomina un motivo di grande orgoglio per Bagheria, sottolineando come la città continui a esprimere eccellenze che portano nel mondo i valori della competenza, dell’impegno e della responsabilità educativa. Il vicesindaco Daniele Vella ha aggiunto che il percorso di D’Anna dimostra come la cultura scientifica, unita all’inclusione e alla capacità di costruire legami tra comunità diverse, possa diventare un motore straordinario di crescita e un esempio per i giovani.
In fondo è proprio questo il senso del premio: riconoscere non solo un’eccellenza personale, ma un modo di intendere la scuola che mette al centro la competenza, la passione e l’attenzione verso ogni studente.















