Pilastri di lava nati mezzo milione di anni fa, resi immortali da Omero e da Verga
Non tutti gli scogli diventano simboli per la loro bellezza. Alcuni lo diventano perché custodiscono, nella stessa pietra, un mito antico e un capolavoro della letteratura. In Sicilia esistono dei faraglioni che concentrano, in pochi metri di roccia nera sul mare, l’Odissea, la geologia di un vulcano e la vita di un borgo di pescatori.
Pilastri di lava davanti a un borgo di pescatori
Quando si pensa ai faraglioni, la mente corre subito a Capri. Eppure i più carichi di storia si trovano sulla costa ionica della Sicilia, davanti ad Aci Trezza, borgo marinaro frazione di Aci Castello, in provincia di Catania, sulla cosiddetta Riviera dei Ciclopi. L’arcipelago delle Isole Ciclopi, che costituisce oggi un’Area marina protetta, è composto dall’Isola Lachea, dal faraglione Grande, dal faraglione Piccolo e da altri quattro scogli disposti ad arco. L’insieme è tutelato dalla Riserva Naturale Isola Lachea e Faraglioni dei Ciclopi, un arcipelago di isolotti prevalentemente vulcanici appartenenti al distretto eruttivo etneo.
La leggenda: le pietre scagliate da Polifemo
Il nome dell’arcipelago nasce da un mito. La struttura geologica delle isole è caratterizzata da migliaia di pilastri naturali di lava solidificata, e il nome deriva dalla leggenda secondo la quale i faraglioni e gli scogli di fronte ad Aci Trezza siano le pietre scagliate dal ciclope Polifemo contro Ulisse in fuga, come narrato da Omero. Il celebre racconto omerico è ambientato proprio sulla costa ionica di Aci Trezza, già nota ai Greci, e narra l’incontro tra Ulisse e Polifemo. C’è poi una seconda leggenda, legata al nome stesso del paese: il pastore Aci, amante della ninfa Galatea, fu ucciso per gelosia da Polifemo; dalla sua trasformazione nacque il fiume Aci, e da lì derivano i nomi di tutti i centri delle “Aci”.
La scienza: mezzo milione di anni di vulcanismo
Dietro la leggenda c’è una storia geologica precisa. La messa in posto dei prodotti etnei più antichi, che costituiscono oggi l’Isola Lachea e i Faraglioni dei Ciclopi, risale a circa 500.000 anni fa, quando il margine orientale di un ampio golfo fu interessato da un’intensa attività eruttiva in ambiente sottomarino; successivamente si verificò un sollevamento, tuttora in atto, di tutta l’area. Di particolare bellezza sono i basalti colonnari del versante nord del Faraglione Grande e l’Arco di Marna, detto “Occhio del Ciclope”, sull’Isola Lachea. Questa struttura, fatta di migliaia di pilastri di lava, è comune alle formazioni dell’isola di Staffa, in Scozia. Nell’Isola Lachea sono stati inoltre rinvenuti un’ascia litica e una tomba a grotticella, che attestano la presenza umana fin dalla Preistoria.
Il borgo dei Malavoglia
C’è un secondo motivo per cui questo tratto di mare è celebre. Aci Trezza fu il paese in cui Giovanni Verga ambientò il famoso romanzo I Malavoglia (1881), e nel quale, alla fine degli anni Quaranta, venne girato il film ad esso ispirato, La terra trema di Luchino Visconti, capolavoro del neorealismo realizzato con attori non professionisti abitanti del luogo. Non distante dalla chiesa del patrono, in base ad alcuni elementi descrittivi forniti da Verga, è stata identificata la Casa del Nespolo — l’abitazione di Padron ’Ntoni — nella quale è stato allestito un piccolo museo. Vi si conservano anche fotografie scattate personalmente da Giovanni Verga e la raccolta delle sue lettere al fratello Pietro.
La bellezza alla prova del futuro
Aci Trezza non è però solo un set o un museo. Ogni anno, il 24 giugno, per la festa del patrono San Giovanni Battista, si rinnova la pantomima del pesce a mare, “u pisci a mari”, un rito propiziatorio che parodia la pesca del pesce spada. Resta vivo, insomma, il borgo di pescatori raccontato da Verga, anche se il profilo originario del lungomare è stato in parte stravolto da una forte cementificazione legata al turismo di massa. Per molti, il vero valore dei Faraglioni dei Ciclopi non sta nella loro fama, ma nell’essere un unicum: le uniche rocce d’Italia in cui un mito di tremila anni, la nascita di un vulcano e un capolavoro della letteratura si incontrano nello stesso punto del mare.















