Sembrano le catacombe di Roma, ma siamo in Sicilia: il labirinto sotterraneo di Siracusa, con diecimila sepolture scavate nella roccia

Sotto i ruderi di una basilica senza tetto, gallerie scavate nella roccia calcarea seguono il tracciato di un antico acquedotto greco e custodiscono rotonde funerarie, sarcofagi e la cripta del primo vescovo della città

Certe scoperte arrivano quando meno te le aspetti, un po’ come accade a Siracusa, appena fuori dal cuore antico della città. Qui, accanto al Parco Archeologico della Neapolis, sorge la basilica di San Giovanni Evangelista: una chiesa singolare, oggi priva di copertura, una sorta di chiesa “a cielo aperto”. Ma la vera sorpresa non è in superficie. Nei suoi sotterranei si apre infatti un tesoro scavato nella roccia: le Catacombe di San Giovanni, un vasto cimitero ipogeo modellato nella pietra calcarea, tra i più importanti del mondo cristiano antico e l’unico complesso catacombale della città oggi interamente esplorato e accessibile al pubblico.

A renderle un caso quasi unico sono le dimensioni e l’articolazione del percorso, che si dipana in un reticolo di circa diecimila sepolture. Le catacombe furono realizzate in epoca tardo-antica, nel IV secolo, e l’area cimiteriale risulta utilizzata almeno fino al V secolo, come attesta un’iscrizione di carattere consolare. Furono riscoperte ed esplorate dall’archeologo Paolo Orsi tra il 1893 e il 1909, e proprio il suo percorso è ancora oggi alla base della visita.

Il legame con la pietra è totale: la galleria principale, chiamata Decumanus Maximus, ricalca il tracciato di un antico acquedotto greco, le cui tracce sono ancora visibili sulla volta. Da essa si diramano ad angolo retto dieci gallerie secondarie, i Cardines, che conducono ad ambienti più ampi di forma circolare, ricavati da antiche cisterne per la raccolta dell’acqua e poi riadattati a spazi funerari.

Indice

  1. Breve storia delle Catacombe di San Giovanni
  2. Visita, cosa vedere e informazioni pratiche
  3. Dove si trova e come arrivare

Breve storia delle Catacombe di San Giovanni

Le catacombe si trovano nel quartiere di Acradina e sono strettamente legate alla figura di San Marciano (o Marziano), venerato come primo vescovo di Siracusa e martire intorno alla metà del III secolo. Secondo la tradizione cristiana, Marciano avrebbe fondato una delle prime comunità del mondo occidentale e, sempre secondo la tradizione, nell’adiacente cripta avrebbe predicato l’apostolo Paolo. Sul luogo della sua sepoltura, nel VI secolo, venne edificata la basilica di San Giovanni, a lungo ritenuta la prima cattedrale della città.

Come la basilica soprastante, nel corso dei secoli anche le catacombe subirono saccheggi e devastazioni a opera dei popoli che raggiunsero Siracusa, dai Vandali ai Goti fino ai Saraceni, e furono segnate dall’abbandono e dai terremoti. La loro riscoperta scientifica si deve, come detto, alle campagne di scavo di Paolo Orsi a cavallo tra Otto e Novecento, che restituirono alla città la conoscenza di questo straordinario patrimonio sotterraneo.

Visita, cosa vedere e informazioni pratiche

Lungo le gallerie si incontrano le forme di sepoltura tipiche del mondo paleocristiano: i loculi, semplici cavità rettangolari chiuse da lastre o tegole e spesso recanti un’iscrizione, e gli arcosoli, sepolture più ricercate sormontate da un arco. Dalla galleria principale si accede inoltre a cinque grandi rotonde, dette anche tombe dei santi o dei martiri, note come rotonda di Eusebio, di Adelfia, di Antiochia, delle Sette Vergini e Anonima.

Tra queste spicca la rotonda di Adelfia, dove nel 1872 fu rinvenuto un prezioso sarcofago marmoreo decorato con decine di figure bibliche dell’Antico e del Nuovo Testamento e, al centro, una conchiglia con i busti dei due coniugi: realizzato per Adelphia, moglie del proconsole Valerio, è oggi conservato al Museo Archeologico regionale “Paolo Orsi” di Siracusa. Notevole anche il sepolcro di Papa Eusebio, articolato su tre livelli. Un altro dettaglio prezioso è l’iscrizione di Euskia, che costituisce una delle più antiche testimonianze del culto di Santa Lucia, patrona della città.

Un elemento racconta da vicino i riti dell’epoca: in una delle gallerie si trova un’arca scavata nella roccia la cui lastra di copertura presenta tre fori. Attraverso quei fori, durante il banchetto funebre detto Refrigerium, i vivi versavano vino, latte e miele in onore dei defunti. La visita comprende infine la cripta di San Marciano, con i suoi capitelli scolpiti raffiguranti i quattro evangelisti, e i resti dell’antica chiesa soprastante, oggi senza copertura ma ancora consacrata.

Sul piano pratico, le Catacombe di San Giovanni e la Cripta di San Marciano si visitano con accompagnamento, attraverso le visite guidate gestite dalla cooperativa Kairós. Il biglietto è a pagamento e gli orari variano a seconda della stagione, con possibili chiusure nei mesi invernali: conviene quindi verificare giorni e orari prima di recarsi sul posto.

Dove si trova e come arrivare

Le catacombe si trovano sotto la chiesa di San Giovanni, nel quartiere di Acradina, a breve distanza dal Parco Archeologico della Neapolis, dal Museo Archeologico “Paolo Orsi” e dal moderno Santuario della Madonna delle Lacrime, con la sua inconfondibile guglia. La posizione centrale le rende facilmente raggiungibili a piedi nel corso di una visita alla Siracusa monumentale.

L’ingresso al percorso ipogeo avviene proprio dall’area della basilica di San Giovanni, dove ha sede anche il punto di accoglienza dei visitatori. Trattandosi di un ambiente sotterraneo, è consigliabile una giacca leggera anche d’estate, perché la temperatura interna resta fresca tutto l’anno.

Sceso lungo quelle gallerie scolpite nel calcare, tra rotonde e sarcofagi, si comprende perché le Catacombe di San Giovanni occupino un posto speciale nel patrimonio siciliano. Qui la storia non è stata costruita verso l’alto, ma scavata nel sottosuolo: una città dei vivi che ha affidato alla roccia la memoria dei propri morti.