Per il mondo intero “Il Padrino” è il film americano per eccellenza, eppure le sue scene più siciliane non furono girate in un set ricostruito: nacquero in un piccolo borgo vero, arroccato su un colle della Sicilia nord-orientale. Un paese che molti visitano per il cinema e che però nasconde, sotto le sue chiese, un segreto ben più antico e inquietante.
Il suo nome lo sveleremo tra poco. Per ora, seguiamo gli indizi.
Un colle sopra la costa ionica
Siamo in provincia di Messina, sui Monti Peloritani, su una collina che domina la costa ionica a pochi chilometri da Taormina, nel comprensorio della Valle d’Agrò. Il borgo, uno de “I Borghi più belli d’Italia”, si percorre interamente a piedi: si lascia l’auto ai suoi piedi e si sale tra stradine di pietra, chiese antiche e scorci sul mare.
È un paese piccolo, di poco più di mille abitanti, ma sorprendentemente ricco di chiese e di storia.
Il set del capolavoro di Coppola
Fu qui che Francis Ford Coppola ambientò alcune delle scene siciliane de “Il Padrino”. Il luogo più iconico è il Bar Vitelli, ospitato nel settecentesco Palazzo Trimarchi: è qui che, nel film, Michael Corleone chiede al padre di Apollonia la mano della figlia. All’interno si conservano fotografie e ricordi delle riprese. Poco più su, l’esterno della Chiesa di San Nicolò, edificata nel XIII secolo, appare nella celebre scena del matrimonio.
A questo punto, chi ama il cinema avrà già capito. Stiamo parlando di Savoca, in provincia di Messina.
Un borgo medievale tra porte e chiese
Al di là della fama cinematografica, Savoca conserva un centro storico medievale e rinascimentale: si entra attraverso l’antica Porta della Città, ciò che resta della cinta muraria di epoca normanna, e si sale fino alla Chiesa Madre, dedicata a Maria Assunta, dichiarata monumento nazionale nel 1910. Tra i vicoli sopravvive perfino il ricordo di un antico quartiere ebraico.
Le mummie dei Cappuccini
Il segreto più sorprendente del borgo si custodisce nel Convento dei Cappuccini, fondato nel 1574. Nella sua cripta sono conservati trentasette corpi mummificati di notabili e religiosi del paese, vestiti con gli abiti dell’epoca: una pratica diffusa in Sicilia tra il Settecento e l’Ottocento, poi abbandonata. Questo luogo ha affascinato nel tempo scrittori come Leonardo Sciascia.
Tradizioni e sapori
Patrona del borgo è Santa Lucia, festeggiata con una processione la seconda domenica di agosto. Dopo la visita, è quasi un rito sedersi ai tavolini del Bar Vitelli per una granita siciliana o un cannolo, godendosi l’atmosfera sospesa del paese.
Quando andare
La primavera e l’inizio dell’autunno offrono il clima migliore per passeggiare tra i vicoli e affacciarsi sulla costa, mentre agosto regala l’atmosfera delle feste patronali. In ogni stagione, Savoca unisce in pochi passi il fascino del cinema e quello, più cupo, della memoria.
Forse è proprio questo contrasto a renderla indimenticabile: un borgo che il mondo ha conosciuto grazie a un film, ma che continua a custodire la propria storia, autentica e inconfondibilmente siciliana.















