Palermo perde 26 mila giovani in 7 anni: i numeri della fuga

Palermo si svuota dei suoi giovani. Tra il 2019 e il 2026 il capoluogo siciliano ha perso 26.416 residenti di età compresa tra i 18 e i 35 anni. È il dato più alto, in termini assoluti, di tutta la Sicilia. A rivelarlo è un’indagine della Cgil Sicilia basata su numeri Istat.

Si tratta di un calo del 10,61% della popolazione giovanile palermitana. In pratica, oltre un quarto di tutti i giovani siciliani che hanno lasciato l’Isola in questi anni proveniva proprio dalla provincia di Palermo.

Il fenomeno non riguarda solo il capoluogo. Insieme a Catania e Messina, le tre città metropolitane della Sicilia hanno perso complessivamente 61.280 giovani. Sono i numeri più pesanti dell’intera regione.

Chi parte lo fa soprattutto per due motivi: studiare e lavorare. Molti se ne vanno appena diplomati, intorno ai 18-19 anni, per iscriversi alle università del Nord Italia. Altri partono più tardi, tra i 26 e i 30 anni, quando cercano un’occupazione stabile che a Palermo faticano a trovare.

“Numeri che confermano la continua emorragia delle forze più fresche della società siciliana”, commenta il segretario generale della Cgil Sicilia Alfio Mannino. Secondo il sindacato, molti di questi ragazzi non torneranno più.

Il problema, spiega Mannino, è che in Sicilia il diritto allo studio non è garantito: mancano servizi, alloggi per studenti e aiuti concreti per abbassare le tasse universitarie. E quando c’è lavoro, spesso è precario e mal pagato.

Per fermare questa fuga, secondo la Cgil, servono interventi strutturali sul diritto allo studio, sullo sviluppo e sul lavoro. Senza un cambio di modello, dicono dal sindacato, è difficile immaginare un’inversione di tendenza.