Quanti arcangeli ci sono nell’abside di Cefalù? Il piccolo giallo tra gli studiosi

Sembra una domanda banale: basta guardare e contare. Eppure, quando si tratta dei mosaici del Duomo di Cefalù, anche una cosa apparentemente semplice come il numero degli arcangeli attorno alla Vergine ha generato una piccola discordanza tra gli studiosi. Due o quattro? La risposta corretta c’è, ma la storia di come si è arrivati a chiarirla dice molto su come funziona lo studio di un capolavoro.

La scena in questione

Nell’abside del Duomo, sotto il grande Cristo Pantocratore, c’è la Vergine in preghiera, con le braccia alzate. È la figura che raccoglie le preghiere dei fedeli e le porta al Figlio. Ai suoi lati stanno degli arcangeli, riconoscibili dagli abiti da corte imperiale. Il problema è proprio questo: quanti sono?

Due versioni a confronto

Da una parte c’è uno studio di taglio scientifico, dedicato ai materiali dei mosaici, firmato da Bertino e Barone. Nel descrivere l’abside, questo studio parla di due arcangeli ai lati della Vergine. È un lavoro che si concentra sulle tessere, sui colori, sulle tecniche di realizzazione: la sua forza sta nell’analisi dei materiali, non nella lettura del significato delle figure.

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Dall’altra parte ci sono gli studi storico-artistici, cioè quelli che analizzano il senso e l’iconografia dei mosaici. E questi contano quattro arcangeli: Michele e Raffaele da un lato, Gabriele e Uriele dall’altro. Non è una differenza da poco quando si tratta di descrivere con precisione un’opera d’arte. Chi ha ragione?

Cosa dicono gli storici dell’arte

Il numero quattro è confermato da più studiosi che hanno lavorato in modo indipendente l’uno dall’altro.

Beat Brenk, in uno studio del 2018, conta quattro arcangeli e spiega perché sono lì. Per Brenk la Vergine orante non allude all’Ascensione, come aveva sostenuto in passato lo studioso Otto Demus, ma è la figura che intercede: riceve le preghiere dei fedeli e le porta al Figlio, come avviene nell’abside di Santa Sofia a Kiev. I quattro arcangeli, secondo Brenk, furono aggiunti per l’ampiezza del registro, cioè per riempire in modo solenne la larghezza della parete.

Anche Hoge, in uno studio del 2019, descrivendo l’abside conta quattro arcangeli e ne fa addirittura i nomi: Michele e Raffaele a sinistra, Gabriele e Uriele a destra. La sua descrizione è dettagliata e non lascia dubbi sul numero.

Sulla stessa linea è Johnson, in uno studio del 1994, che parla della Vergine orante affiancata da coppie di arcangeli in abito imperiale. La parola “coppie” indica chiaramente più di due figure.

Quando ricercatori diversi, che lavorano separatamente e in anni diversi, arrivano tutti allo stesso risultato, quel risultato diventa molto solido.

Perché il “due” va corretto

Il “due” dello studio di Bertino e Barone va quindi considerato un’imprecisione. E c’è una spiegazione ragionevole. Quello studio aveva un altro scopo: analizzare i materiali, le tessere e le tecniche, non descrivere il significato e la disposizione delle figure. Su un punto iconografico è naturale dare fiducia a chi quel tema lo studia di mestiere, cioè agli storici dell’arte. Trattandosi della lettura del programma dei mosaici, sono le loro conclusioni a fare testo.

Perché quattro e non due

C’è anche una ragione che spiega la presenza di quattro arcangeli invece dei soliti due. La parete curva dell’abside è molto ampia. La Vergine da sola, con due sole figure ai lati, avrebbe lasciato la scena sbilanciata. Come nota Brenk, i quattro arcangeli furono aggiunti proprio per riempire in modo solenne quello spazio largo, rendendo la composizione più maestosa. Non è quindi solo una scelta di significato, ma anche una soluzione pratica legata alla forma dell’edificio.

Un buon promemoria per chi visita

Questa piccola discordanza insegna una cosa utile. Anche di fronte a un’opera famosissima, studiata da decenni, i dettagli vanno verificati confrontando più fonti. Sul numero degli arcangeli, tre studiosi indipendenti — Brenk, Hoge e Johnson — concordano sul quattro, mentre lo studio sui materiali di Bertino e Barone si ferma al due. Chi entra oggi nel Duomo di Cefalù e alza lo sguardo verso l’abside può contare da sé: attorno alla Vergine ci sono quattro arcangeli. Un dettaglio minimo, ma che fa parte della precisione con cui questo straordinario insieme di mosaici merita di essere raccontato.