A Cefalù è scattato l’allarme per un gioco pericoloso che coinvolge alcuni ragazzi in bicicletta. Il punto critico è l’incrocio tra via Roma e via Pirandello, uno dei più trafficati della città. Qui alcuni ragazzini si lanciano in discesa a tutta velocità, mettendo a rischio la propria vita e quella degli altri.
In cosa consiste la “sfida”
Il meccanismo è tanto semplice quanto pericoloso: i ragazzi scendono in bici a forte velocità e attraversano l’incrocio senza guardare chi arriva da via Roma, per poi finire la corsa su via Papa Giovanni. In pratica si buttano nel traffico a occhi chiusi, sperando che non passi nessuno. Basta un’auto o uno scooter nel momento sbagliato perché tutto si trasformi in tragedia.
Il video di una di queste discese è finito su TikTok, dove le sfide estreme tra ragazzini trovano spesso terreno fertile e si diffondono in fretta tra i più giovani.
Perché è così rischiosa
Il pericolo è evidente. Attraversare un incrocio senza controllare il traffico significa affidare tutto al caso. In quel punto della città passano quotidianamente automobili, moto e pedoni: un impatto a quella velocità potrebbe avere conseguenze gravissime, sia per il ciclista sia per chi si trova a transitare.
Nel filmato diventato virale l’incidente è stato sfiorato solo perché un altro ragazzo ha bloccato il ciclista lanciato. Quest’ultimo, frenando di colpo con il freno anteriore, si è ribaltato. È andata bene, ma poteva finire molto peggio.
Il gesto violento dopo la caduta
A preoccupare non è solo la pericolosità del gioco. Nel video, subito dopo la caduta, si vede uno dei ragazzi colpire con uno schiaffo un coetaneo. Un episodio che aggiunge gravità alla vicenda e che chiama in causa il tema del rispetto tra i più giovani.
Un appello a genitori e istituzioni
Episodi come questo devono far riflettere. Serve l’attenzione dei genitori, delle scuole e delle istituzioni per spiegare ai ragazzi che certe sfide non sono coraggio, ma solo un rischio inutile. Perché dietro un video di pochi secondi può nascondersi una tragedia vera.















