Lampedusa blindata attende il Papa: tra chi spera nell’anatema ai trafficanti e chi denuncia l’isola “militarizzata”

Lampedusa si prepara a vivere una giornata storica. Papa Leone XIV arriva sull’isola più a sud d’Italia proprio oggi, 4 luglio, mentre gli Stati Uniti festeggiano il 250° anniversario della loro nascita. E il fatto che il primo Papa americano abbia scelto di trascorrere la festa del suo Paese lontano da casa, sulla frontiera dei migranti, non è passato inosservato.

L’attesa sull’isola è febbrile. Ma sotto la superficie dell’entusiasmo si nascondono tensioni forti, che raccontano due volti opposti della stessa Lampedusa.

Chi spera nell’anatema contro i trafficanti

Da una parte c’è chi si aspetta parole forti. Molti, sull’isola, sperano che Papa Leone pronunci un vero e proprio anatema contro i trafficanti di esseri umani, coloro che lucrano sulla disperazione di chi fugge da guerra e fame.

Il riferimento va a un episodio rimasto nella memoria collettiva: il celebre “Convertitevi, verrà il giudizio di Dio” con cui Giovanni Paolo II si rivolse ai mafiosi dalla Valle dei Templi di Agrigento nel 1993. Un grido che scosse le coscienze e che oggi qualcuno vorrebbe rivedere ripetuto contro chi organizza le traversate della morte nel Mediterraneo.

L’attesa è anche legata al forte valore simbolico del momento. Papa Leone, americano nato a Chicago, ha ricevuto la Medaglia della Libertà inviata da Filadelfia. Ma da Roma ha voluto mandare un messaggio chiaro agli Stati Uniti: da due secoli e mezzo l’America è “sinonimo di libertà”, una nazione cresciuta aprendo le porte “a ondate successive di immigrati”.

Parole che suonano come un monito indiretto alle politiche dell’amministrazione Trump e all’uso dell’agenzia ICE, l’Immigration and Customs Enforcement, protagonista delle restrizioni contro l’immigrazione.

Chi denuncia l’isola “militarizzata”

Dall’altra parte, però, c’è chi vive Lampedusa in modo molto diverso. Diverse ONG denunciano un’isola ormai “militarizzata”, dove i migranti vivono in una condizione che definiscono di vera e propria “segregazione”.

Il clima, secondo il vescovo di Agrigento monsignor Alessandro Damiano, è “sempre più ostile”. A pesare sono le proposte di legge contro l’accoglienza e le spinte verso la cosiddetta “remigrazione”, cioè il rimpatrio forzato di chi arriva sulle coste italiane in cerca di salvezza.

“Il Papa ha fatto una libera scelta, ci sono segnali chiari”, ha sottolineato monsignor Damiano. Il presule ha ribadito con forza che “l’accoglienza è una faccenda seria” e che il viaggio di Leone è un messaggio deciso contro chi invoca il rimpatrio forzato di chi scappa.

Sulla stessa linea don Mattia Ferrari, cappellano di Mediterranea Saving Humans, presente sull’isola. Ha ricordato come la fede in Cristo imponga di “abbracciare il dramma dei più fragili e indifesi”.

Un filo che unisce Leone a Francesco

La visita di oggi riallaccia un legame preciso. Tredici anni fa, l’8 luglio 2013, Papa Francesco scelse proprio Lampedusa per il suo primo viaggio fuori Roma. Fu lì che denunciò per la prima volta la “globalizzazione dell’indifferenza”, un’espressione entrata nella storia.

Oggi Papa Leone raccoglie quel testimone. “La grandezza morale di una nazione – ha ricordato il Pontefice – si manifesta soprattutto nella sua capacità di sostenere, proteggere e custodire la vita di tutti, specialmente dei più vulnerabili”.

Il programma della giornata

Il programma della visita è ricco di simboli. L’arrivo del Papa all’aeroporto è previsto attorno alle 9 del mattino. Ad accoglierlo sarà il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano.

La prima tappa sarà il cimitero, dove Leone deporrà un omaggio floreale sulle tombe di chi non ce l’ha fatta nella traversata. Seguirà la sosta alla Porta d’Europa, il monumento simbolo dell’accoglienza.

Poi il trasferimento al molo Favarolo, lo storico approdo dei migranti. Qui il Santo Padre benedirà una targa che intitolerà il molo proprio a Papa Francesco, e incontrerà personalmente alcuni migranti.

Gran finale allo stadio cittadino, dove per la messa sono attese circa 10.000 persone. Il decollo per il rientro in Vaticano è fissato alle 12:30.

Una nuova “carezza” all’isola dei migranti

L’arcivescovo di Agrigento ha definito questa visita l’ennesima “carezza” rivolta a ogni uomo e donna in cammino. Tra chi spera in parole di fuoco contro i trafficanti e chi chiede protezione per i più deboli, Lampedusa torna per un giorno al centro del mondo.

E il messaggio che Papa Leone porta con sé, nel giorno più americano dell’anno, sembra parlare a tutti: la vera libertà si misura sulla capacità di accogliere chi ha più bisogno.