Collesano, il borgo delle Madonie dove la Targa Florio incontra la ceramica: un tuffo nella Sicilia più autentica

Collesano si raggiunge salendo tra oliveti e vigneti, con i monti delle Madonie che si fanno via via più vicini e l’aria che profuma di macchia mediterranea. Poi il paese appare all’improvviso, adagiato lungo il declivio di una valle ai piedi del Poggio Grotta del Signore, con le case chiare che seguono l’andamento della roccia. È un borgo di poco più di tremila anime dove la storia normanna, la tradizione delle ceramiche artistiche e la leggenda della Targa Florio convivono in pochi vicoli. Lontano dalle rotte più battute, custodisce una Sicilia di montagna che pochi conoscono e che vale la pena scoprire con calma.

Cosa rende speciale Collesano

La prima cosa che colpisce è la posizione. Collesano sorge sul versante nord-occidentale delle Madonie occidentali, dentro il perimetro del Parco, circondato da rilievi come Monte Castellaro e Monte d’Oro. Il paesaggio cambia con la quota: dagli oliveti e agrumeti delle fasce più basse si sale verso la macchia mediterranea, i lecceti e infine le faggete d’alta quota. È un territorio che si presta tanto alle passeggiate quanto alla contemplazione.

Poi c’è l’identità artigiana. Collesano è rinomato per l’antica tradizione delle ceramiche artistiche, un sapere tramandato nei secoli che ancora oggi anima le botteghe del centro. Camminando tra le vie si incontrano decori, colori e forme che raccontano una manualità radicata.

Infine c’è il legame con la storia dell’automobilismo. Il paese ospita il Museo dedicato alla Targa Florio, la leggendaria competizione che per decenni attraversò questi tornanti. Per gli appassionati è una tappa quasi obbligata, ma anche chi non conosce la corsa resta affascinato dal racconto di un’epoca in cui le auto sfrecciavano tra i borghi delle Madonie.

Il risultato è una destinazione che intreccia natura, arte e memoria, ideale per chi cerca la Sicilia dell’entroterra più che quella delle spiagge.

Cosa vedere e fare a Collesano

Il cuore del paese è la Chiesa Madre Basilica San Pietro, custode di un patrimonio d’arte, storia e fede che merita una visita attenta. Accanto si erge la Torre di guardia, sorta probabilmente nella seconda metà del XII secolo come struttura isolata e poi annessa alla chiesa, diventandone il campanile: la sua elegante bifora è un dettaglio da cercare con lo sguardo.

Poco distante si trovano i resti del Castello medievale, edificato in età normanna o sveva. Oggi è allo stato di rudere, ma le sue vicende raccontano secoli di storia: fu residenza dei conti di Collesano, poi carcere cittadino, infine inglobato tra le case del quartiere Bagherino, il primo nucleo abitato del borgo.

Tra le architetture civili spicca il Palazzo municipale, un tempo convento domenicano, ristrutturato nell’Ottocento con la caratteristica facciata in stile neogotico. Merita uno sguardo anche il Palazzo Fatta-Del Bosco, settecentesco, con la facciata barocca ingentilita da balconi in pietra intagliata e ringhiere in ferro battuto “a petto d’oca”.

Per gli appassionati, il Museo della Targa Florio ripercorre la storia della corsa che rese celebre questa terra. Chi ama invece la natura può spingersi verso il sito archeologico e ambientale di Monte d’Oro, dove la presenza umana è attestata dall’antichità classica e il paesaggio carsico mostra doline, grotte e cavità sotterranee.

Le botteghe di ceramica artistica, infine, sono un capitolo a parte: sostare a osservare gli artigiani al lavoro è uno dei modi migliori per entrare in contatto con l’anima del paese.

Come arrivare a Collesano e muoversi

Collesano si trova nella città metropolitana di Palermo, sul versante nord delle Madonie, a un’altitudine di circa 468 metri. Non è direttamente sulla costa, ma dista pochi chilometri dal litorale tirrenico all’altezza di Campofelice di Roccella e Lascari, comuni con cui confina.

Il modo più pratico per raggiungerlo è l’auto: dall’autostrada A20 Palermo–Messina si esce verso i paesi costieri e si sale poi verso l’interno lungo le strade che attraversano il Parco delle Madonie. Chi arriva in treno può servirsi delle stazioni della linea tirrenica sulla costa e proseguire con i mezzi locali o un breve tragitto in auto.

Una volta in paese, Collesano si vive a piedi. Il centro storico è compatto e diviso in quattro quartieri storici — Bagherino, San Francesco, San Pietro e Santa Caterina — che si esplorano comodamente passeggiando tra vicoli, chiese e scorci sui monti.

Per chi vuole scoprire i dintorni, l’auto resta utile: il territorio comunale è vasto e ricade in buona parte nel Parco delle Madonie, con sentieri, boschi e panorami che cambiano con la quota. La mountain bike, molto praticata in zona, è un’altra maniera per addentrarsi nella natura circostante.

Quando andare, cosa aspettarsi e consigli pratici

Il clima di Collesano è tipicamente mediterraneo di collina, con estati calde e inverni miti ma piovosi. I mesi più asciutti e caldi vanno da giugno ad agosto, mentre le precipitazioni si concentrano tra autunno e inverno. Per visitare il borgo e affrontare i sentieri delle Madonie, la primavera e l’inizio autunno offrono le condizioni migliori: temperature gradevoli e paesaggi rigogliosi.

Chi arriva in primavera può far coincidere il viaggio con la Settimana Santa, momento clou delle tradizioni locali. Il Venerdì santo, in particolare, è scandito da due riti: la Cerca al mattino, una Via Crucis per le vie del paese, e la processione “Morti e Passioni” a sera, con le statue e le confraternite in abito tradizionale.

Da non perdere, se si capita a fine maggio, la festa patronale di Maria Santissima dei Miracoli, celebrata il 26 maggio con una suggestiva processione. Chi visita il paese in altri periodi troverà comunque un calendario ricco di appuntamenti religiosi e popolari, dal Corpus Domini alle feste di Sant’Antonio e del Santissimo Crocifisso.

Un consiglio pratico: mettete in conto scarpe comode per i vicoli in pendenza e, se avete in programma escursioni, l’attrezzatura adatta ai sentieri di montagna. E riservate tempo per la gastronomia locale, tra i piatti della tradizione contadina e i dolci legati alle feste, come la “Cuccia” di Santa Lucia.

Un ultimo dettaglio: fermatevi a osservare il paese dall’alto, dove le case chiare si stringono lungo il declivio e i monti fanno da quinta. È in quel momento che Collesano rivela la sua natura più vera — un borgo di montagna dove il tempo scorre lento, tra la memoria dei feudatari, il rombo lontano della Targa Florio e il colore delle ceramiche che ne raccontano l’anima.