Un colosso di bronzo fuso oltre due secoli fa, alto due metri e mezzo, i cui rintocchi si sentono fino alla piana di Catania: un luogo dove la devozione popolare si intreccia a una storia curiosa di fuga e timore.
L’Italia custodisce chiese e campanili che sono insieme opere d’arte e simboli di fede, spesso legati a storie tramandate di generazione in generazione. Alcune località colpiscono per un monumento, altre per una tradizione, altre ancora per un oggetto fuori dal comune conservato dentro le loro chiese. Ai piedi dell’Etna, in provincia di Catania, c’è un paese che custodisce nella sua torre campanaria un vero gigante di bronzo: ecco il paese con una delle campane più grandi della Sicilia.
Il paese con una delle campane più grandi della Sicilia: ecco qual è
Siamo a Belpasso, in provincia di Catania, dove nella torre campanaria della Chiesa Madre, dedicata a Maria Santissima Immacolata, si trova il celebre “campanone” di Santa Lucia. Si tratta di una campana imponente: pesa oltre 8.000 chili — circa otto tonnellate — e raggiunge un’altezza di circa 2,50 metri. Fu inaugurata nel 1815 e realizzata con una fusione di diversi metalli, tra cui bronzo, rame e, secondo la tradizione, anche oro e argento, e riporta in rilievo le immagini dell’Immacolata e di Santa Lucia, patrona di Belpasso. Per circa due secoli è stata considerata la campana più grande della Sicilia; alcune fonti oggi la indicano come la seconda dell’isola, pur senza specificare quale sarebbe la prima.
La storia del campanone di Santa Lucia
La campana fu realizzata nel 1815 da mastro Nicolò Caudullo, artigiano di Militello in Val di Noto. È la principale di un gruppo di campane che riempiono il campanile della Chiesa Madre, e i suoi rintocchi a distesa sono così potenti da poter essere uditi, secondo il racconto locale, fino nella piana di Catania.
La Chiesa Madre di Belpasso, dedicata a Maria Santissima Immacolata, fu completata nel 1704, pochi anni dopo il devastante terremoto del 1693 che sconvolse tutta la Sicilia orientale. In questo contesto di ricostruzione barocca si inserisce, un secolo più tardi, la fusione del grande campanone, diventato nel tempo uno dei simboli identitari della comunità e strettamente legato ai festeggiamenti per Santa Lucia.
Tutte le curiosità sul campanone di Belpasso che forse non sapevi
L’aspetto più affascinante è la leggenda legata alla sua inaugurazione. Si racconta che il costruttore, la notte prima dell’evento, sarebbe fuggito dal paese, temendo che il suono della campana non fosse riuscito perfetto e che la sua opera potesse rivelarsi un fallimento davanti all’intera comunità. Una fuga, secondo la tradizione, precipitosa e del tutto inutile.
Oggi il campanone è anche un piccolo tesoro da scoprire. In alcune occasioni speciali — come le aperture straordinarie organizzate in coincidenza con i giorni dedicati ai Carri di Santa Lucia — la torre campanaria della Chiesa Madre viene aperta ai visitatori, che in piccoli gruppi possono salire e ammirare da vicino la grande campana, godendo al tempo stesso di un ampio panorama sul territorio etneo. Tra devozione, arte barocca e leggende popolari, Belpasso resta così una tappa curiosa ai piedi del vulcano.















