Dal 2015 gli arrivi sono cresciuti di quasi il 70%, le presenze solo del 50%. La permanenza media è scesa da 4,4 a 3,9 notti. I numeri ISTAT raccontano un cambiamento di modello che porta più gente ma soggiorni più brevi.
Cefalù non è mai stata così visitata. Nel 2024 gli esercizi ricettivi della città hanno registrato circa 237 mila arrivi e 929 mila presenze: numeri record, che confermano una crescita quasi ininterrotta da un decennio. Ma dietro le cifre trionfali si nasconde una trasformazione più sottile, e per certi versi insidiosa. I turisti aumentano più in fretta delle notti che trascorrono in città.
Il dato che lo rivela è la forbice tra due curve. Dal 2015 al 2024 gli arrivi — cioè le persone che hanno soggiornato almeno una notte — sono cresciuti di quasi il 70%. Le presenze, ovvero il totale delle notti trascorse, sono aumentate “solo” del 50%. Quando gli arrivi corrono più delle presenze, significa una cosa sola: ogni turista si ferma meno.
La conferma arriva dalla permanenza media, scesa da 4,43 notti nel 2015 a 3,92 nel 2024. Mezza notte in meno a testa che, moltiplicata per centinaia di migliaia di visitatori, cambia la fisionomia economica della città.
È il segno di un turismo sempre più “mordi e fuggi”: soggiorni brevi, spesso un fine settimana o una tappa dentro un itinerario più ampio della Sicilia, al posto della settimana di vacanza di una volta. Un modello che porta più gente, ma non necessariamente più ricchezza distribuita. Chi resta poche notti consuma meno pasti nei ristoranti, prenota meno escursioni, spende meno nei negozi del centro. In compenso pesa sui servizi — rifiuti, pulizia, viabilità, trasporti — quasi quanto chi si ferma a lungo.
C’è poi il nodo della stagionalità, che questi dati annuali non fotografano ma che ogni cefaludese conosce bene: la pressione si concentra in poche settimane estive. Se il numero di visitatori cresce del 70% e resta compresso negli stessi giorni di luglio e agosto, il carico su strade, parcheggi e centro storico aumenta più di quanto lascino intuire le medie.
Il turismo mordi e fuggi non è una specificità di Cefalù: è la tendenza di gran parte delle destinazioni mediterranee nell’era dei voli low cost e degli affitti brevi. Ma proprio per questo la domanda diventa anche politica. La città preferisce moltiplicare i visitatori-lampo, o puntare a farli restare più a lungo, spendere di più e pesare di meno? I numeri, per ora, dicono che sta prendendo la prima strada.
Fonte dei dati: ISTAT, Movimento dei clienti negli esercizi ricettivi per comune, anni 2015-2024.
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