Un mistero nel nuovo thriller di Mario Macaluso
C’è un volto, in un piccolo museo di Cefalù, che guarda i visitatori e non dice niente. Da quel silenzio parte “La donna che non esisteva”, il nuovo romanzo dello scrittore cefaludese.
In una delle piccole, raccolte sale che custodiscono la memoria di Cefalù è esposto il ritratto di un uomo di cui nessuno conosce il nome. Un Ignoto: lo sguardo fermo, l’espressione sospesa, quegli occhi che sembrano seguire chi passa. Un volto che trattiene davanti a sé il visitatore con una domanda che non ha risposta: chi era quell’uomo? E cosa, o chi, sta guardando?
Mario Macaluso rovescia la domanda. Nel suo nuovo thriller non cerca il nome dell’Ignoto, ma quello di una donna. Una donna che, a rigore, non è mai esistita, e che pure lascia tracce, presenze, ombre lunghe su Cefalù. Una donna che qualcuno crede di intravedere proprio lì, nel riflesso di quello sguardo dipinto, come se la tela custodisse più di quanto sia disposta ad ammettere.
“La donna che non esisteva” è un thriller mistico e insieme civile. Da un lato l’indagine, il filo di un enigma che si stringe pagina dopo pagina e che ha il suo cuore nel museo e nelle strade del centro storico. Dall’altro una tensione più profonda, che tocca la fede, la colpa, la giustizia, e quelle voci dall’alto che nel libro parlano con una loro cadenza inconfondibile. Non è mai solo un giallo: è il ritratto di una comunità, delle sue verità dette a metà e di ciò che sceglie di ricordare o dimenticare.
Cefalù non fa da cartolina. È il vero protagonista silenzioso. Un novembre senz’anno, la luce corta, il mare che si fa scuro presto, il duomo, i vicoli, il museo e i suoi segreti. Macaluso conosce questa città e la restituisce senza sconti, con l’affetto di chi la abita e l’occhio di chi sa che dietro ogni facciata luminosa c’è un retro in ombra.
Il romanzo, circa quaranta capitoli, accompagna il lettore verso un finale che l’autore ha voluto deliberatamente aperto. Nessuna soluzione consolatoria calata dall’alto, nessuna confessione che chiude ogni conto. La domanda del titolo resta accesa anche a libro chiuso: quanto di ciò che guardiamo esiste davvero, e quanto siamo noi a volerlo vedere?
Un invito, allora, per chi ama Cefalù e per chi ama le storie che non si lasciano risolvere in fretta. La prossima volta che vi fermerete davanti a un ritratto d’ignoto, provate a chiedervi se quello sguardo stia davvero fissando voi. Oppure qualcun’altra, dietro di voi, che non dovrebbe esserci.
“La donna che non esisteva” è un’opera di fantasia: fatti, luoghi e personaggi sono frutto dell’immaginazione dell’autore e ogni riferimento a persone o vicende reali è puramente casuale. Ecco dove puoi trovare il nuovo romanzo.
La donna che non esisteva
il nuovo thriller di Mario Macaluso — ambientato a Cefalù
Tra i vicoli di Cefalù, dove tutti credono di conoscersi da sempre, qualcuno non è mai esistito. Chi era davvero la donna di cui tutti parlano ma che nessuno ha mai incontrato? Un intreccio di segreti, silenzi e verità sepolte, sotto un sole che acceca e non lascia scampo.
Preparatevi a dubitare di tutto. Anche di ciò che avete davanti agli occhi.
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