Il borgo delle Madonie con una delle miniere di sale più grandi d’Europa: qui, sottoterra, un museo di sculture scavate nel salgemma

Weekend nel cuore della Sicilia tra il paese più alto delle Madonie, chiese barocche e un museo unico: sculture di sale dentro una delle miniere di salgemma più grandi del continente.

Arroccato a oltre mille metri sul versante meridionale delle Madonie, c’è un borgo dove la storia non si legge solo tra le pietre delle chiese, ma anche nelle viscere della terra. A Petralia Soprana, “Borgo dei Borghi 2018” e tra i più belli d’Italia, il sottosuolo custodisce una delle miniere di salgemma più estese d’Europa, oggi anche sede di un museo di sculture scavate nel sale. Qui, tra vette, boschi e vicoli medievali, si può organizzare un weekend lontano dai circuiti affollati, nel cuore montano della Sicilia, con un budget in genere più leggero rispetto alle mete costiere.

Dove si trova e come arrivarci

Petralia Soprana si trova nella città metropolitana di Palermo, sul versante meridionale delle Madonie, a 1.147 metri di altitudine: è il comune più alto delle Madonie e tra i più alti della Sicilia. Fa parte del Parco delle Madonie e confina con Gangi, Geraci Siculo, Petralia Sottana e altri borghi dell’entroterra.

In auto si raggiunge dalle grandi arterie che attraversano l’isola, deviando poi verso l’interno lungo le strade che salgono nel Parco delle Madonie. Chi arriva in aereo può appoggiarsi agli scali di Palermo o Catania e proseguire su strada, mettendo in conto un tragitto tra tornanti e paesaggi montani. Data la posizione elevata, conviene arrivare con calma e godersi la salita.

Passeggiare nel borgo: tra chiese, campanili e vicoli medievali

Il centro storico va vissuto senza fretta. Il paese è identificato con l’antica Petra, città sicana passata sotto Roma nel III secolo a.C., poi rinominata in età araba “Batraliah” (“Petra alta”). Furono i Normanni, dopo la conquista del 1062, a fortificarla e a darle l’aspetto che conserva quasi inalterato, con castello, torri e bastioni.

Nel tessuto storico spicca la Chiesa Madre dei Santi Pietro e Paolo, ricostruita nel XIV secolo per volere dei Ventimiglia, con due campanili collegati da un portico a 18 colonne e, all’interno, opere seicentesche tra cui una Deposizione attribuita a Jusepe de Ribera. Da vedere anche la Chiesa di Santa Maria di Loreto, antica fortezza araba trasformata in chiesa, con la facciata tardo barocca e i campanili dalle cuspidi maiolicate visibili da chilometri di distanza. Tra le architetture civili, il Palazzo municipale in stile neogotico ospita il Museo Civico Gaetano Messineo, con reperti dei feudi madoniti e della villa romana di Santa Marina.

La miniera di salgemma e il museo Sotto Sale

Il cuore più sorprendente di Petralia Soprana è però sottoterra. Nei pressi della frazione di Raffo si trova una miniera di salgemma tra le più grandi d’Europa, ancora legata all’attività estrattiva del territorio. È qui che è nato il MACSS, il Museo di Arte Contemporanea Sotto Sale, un percorso unico in cui sono esposte sculture realizzate con il salgemma estratto dalla miniera stessa.

Un luogo dove arte e geologia si fondono: le opere sono scavate e modellate direttamente nel sale, materiale che racconta la lunga storia mineraria delle Madonie e l’antica “via del sale” che attraversava questa parte della Sicilia. Una visita che unisce la meraviglia degli ambienti sotterranei al fascino delle sculture, in un contesto che non ha molti eguali nel panorama museale italiano.

Cucina locale: ecco cosa ordinare

La tavola racconta la Sicilia contadina di montagna. La specialità più celebre è lo sfoglio, una torta ripiena di formaggio fresco (tuma), condivisa con i vicini paesi di Petralia Sottana, Castellana Sicula e Polizzi Generosa, riconosciuta come prodotto agroalimentare tradizionale.

Accanto ai dolci, la cucina propone i sapori tipici dell’entroterra madonita: formaggi locali, salumi, paste fatte in casa e piatti legati ai prodotti della terra e dei pascoli d’altura. Una gastronomia semplice e genuina, perfetta da abbinare a una passeggiata tra i vicoli dopo la visita.

Quando andare e quanto fermarsi

Il periodo migliore va dalla primavera all’inizio dell’autunno. L’altitudine rende le estati fresche e piacevoli, ideali per sfuggire alla calura della costa, mentre in inverno il clima può farsi rigido, con temperature basse e possibili nevicate. Ferragosto è un momento particolarmente vivo, quando il borgo ospita la rievocazione di un matrimonio baronale settecentesco.

Un soggiorno di uno o due giorni permette di esplorare il centro storico, visitare le chiese e il museo del sale, e allungarsi verso gli altri borghi delle Madonie come Gangi e Petralia Sottana, o verso i sentieri del Parco.