Il paese più alto della Sicilia sospeso tra Tirreno e Ionio sui Monti Nebrodi

Weekend a 1.275 metri tra rifugi pastorali in pietra, boschi del Parco dei Nebrodi e un piccolo borgo dove l’aria è fresca anche a Ferragosto.

Sospeso sullo spartiacque tra il mar Tirreno e il mar Ionio, in cima ai Monti Nebrodi, c’è un piccolo borgo di poche centinaia di abitanti che detiene un primato particolare: è il comune più alto della Sicilia. A Floresta, adagiata a 1.275 metri di altitudine nel cuore del Parco dei Nebrodi, il paesaggio è fatto di pascoli, boschi e antiche costruzioni in pietra a secco. Qui, lontano dalle mete costiere più affollate, si può organizzare un weekend all’insegna della natura e della quiete di montagna, in uno degli angoli meno battuti e più autentici della Sicilia.

Dove si trova e come arrivarci

Floresta si trova nella città metropolitana di Messina, sui Monti Nebrodi, a 1.275 metri di altitudine: con questa quota è il comune più alto dell’isola. Sorge sullo spartiacque tra Tirreno e Ionio ed è quasi equidistante da Messina e Catania, entrambe a circa 90 chilometri. Confina con Montalbano Elicona, Raccuja, Randazzo, Santa Domenica Vittoria, Tortorici e Ucria.

In auto si raggiunge salendo lungo le strade che attraversano il Parco dei Nebrodi, tra tornanti, boschi e ampi panorami. Chi arriva in aereo può appoggiarsi agli scali di Catania o Palermo e proseguire su strada. Data l’altitudine e il clima, in inverno conviene informarsi sulle condizioni della viabilità, perché le nevicate non sono rare.

Passeggiare nel borgo: tra chiese, corso e case di pietra

Il centro storico è piccolo e va vissuto senza fretta. La storia di Floresta affonda le radici nell’antichità, quando il sito era coperto da una foresta di alberi ad alto fusto da cui i Romani ricavavano il legname per le navi. Abbandonato nell’alto medioevo per le difficoltà di comunicazione durante i rigidi inverni, il sito tornò a popolarsi nel XIV secolo come feudo, per poi dotarsi di un vero impianto urbano solo nel 1820, quando divenne Comune.

Il nucleo del paese si sviluppa attorno alla Chiesa Madre di Sant’Anna, risalente alla metà del Settecento e restaurata nel 2013, e lungo le vie principali come Corso Umberto I. La seconda chiesa del borgo è quella di Sant’Antonio da Padova, a ovest dell’abitato. Ma l’elemento più caratteristico è nel territorio circostante: i pagghiari ‘mpetra (o “tholos”), antichi rifugi pastorali in pietra a secco, a pianta circolare e copertura a cupola autoportante, che sembrano nascere spontaneamente dal paesaggio.

Il primato: il comune più alto della Sicilia

Ciò che rende Floresta unica è la sua quota. Con i suoi 1.275 metri sul livello del mare è il comune più elevato dell’intera Sicilia, un dato che ne segna il clima, il paesaggio e lo stile di vita. Il clima è di tipo appenninico, con estati fresche e inverni rigidi e nevosi: una rarità in un’isola mediterranea, che fa di questo borgo una piccola oasi di frescura anche nei mesi più caldi.

La posizione sullo spartiacque tra Tirreno e Ionio, all’interno del Parco dei Nebrodi, ne fa un punto di partenza ideale per escursioni nella natura, tra pascoli, boschi e sentieri. È la Sicilia di montagna, quella che pochi si aspettano, dove l’altitudine racconta un volto dell’isola lontano dagli stereotipi balneari.

Cucina locale: ecco cosa ordinare

La tavola di Floresta è quella genuina dei Nebrodi, legata alla pastorizia e ai prodotti di montagna. In quest’area l’allevamento e la produzione casearia hanno un ruolo centrale, con formaggi e latticini tipici del Parco dei Nebrodi, da gustare accompagnati dai sapori dell’entroterra.

La tradizione agricola del territorio, un tempo dedita anche alla produzione cerealicola con i mulini ad acqua lungo i corsi d’acqua, si riflette in una cucina semplice e sostanziosa, pensata per il clima rigido della montagna. Una sosta in un locale del paese è l’occasione per assaggiare i piatti della cucina nebroidea in un contesto d’alta quota.

Quando andare e quanto fermarsi

Il periodo migliore va dalla tarda primavera all’inizio dell’autunno, quando le estati fresche rendono Floresta una meta ideale per sfuggire alla calura della costa. In inverno il borgo si trasforma con il freddo e la neve, offrendo un volto insolito della Sicilia, ma richiede attenzione per gli spostamenti.

Tra gli appuntamenti dell’anno, la festa della patrona Sant’Anna si celebra il 26 luglio, mentre altre ricorrenze animano il paese il 13 giugno (Sant’Antonio) e il 19 settembre (San Giuseppe). Un soggiorno di uno o due giorni permette di visitare il borgo, scoprire i rifugi in pietra dei dintorni e addentrarsi nei sentieri del Parco dei Nebrodi, magari abbinando la visita ad altri borghi vicini come Montalbano Elicona.