Non le ho scoperte di certo oggi, ma queste montagne sono il tetto verde della Sicilia e regalano curve spettacolari in ogni stagione

La Sicilia nasconde, alle spalle di Cefalù, un massiccio che sfiora i 2.000 metri: le Madonie, tra borghi medievali, faggete e curve mozzafiato. Percorrerle in moto è un viaggio “mari e monti” indimenticabile.

Le Madonie sono una delle sorprese più belle della Sicilia per i viaggiatori su due ruote: un gruppo montuoso tutelato dal 1989 dal Parco delle Madonie, che dalle spiagge di Cefalù sale fino a quasi 2.000 metri, tra i più alti dell’isola dopo l’Etna. Vi proponiamo un anello “mari e monti” che parte dal mare e si inerpica nel cuore del parco, tra borghi di pietra, panorami sconfinati e strade fatte apposta per la moto. Partiamo?

Madonie in moto. L’itinerario

Mappa

Percorso

Come punto di partenza scegliamo Cefalù, splendido borgo arabo-normanno affacciato sul Tirreno, dominato dal profilo della Rocca e con la Cattedrale patrimonio UNESCO. Da qui salutiamo il mare, che ritroveremo solo alla fine del viaggio, e imbocchiamo la SS113 litoranea, una decina di chilometri tra curve a pochi metri dall’acqua.

Deviamo poi verso l’interno sulla SS286, che in una manciata di chilometri ci porta a Castelbuono, cittadina medievale immersa in boschi di querce e castagni. Qui vale la pena una sosta per ammirare il Castello dei Ventimiglia con la Cappella di Sant’Anna, e per assaggiare i dolci alla manna, prodotto tipico ricavato dai frassini della zona. Proseguendo sulla stessa SS286, tra tornanti che fanno salire rapidamente di quota, raggiungiamo Geraci Siculo, borgo dall’impianto fortemente medievale a oltre 1.000 metri: in appena una quarantina di chilometri siamo passati dal livello del mare alla piena montagna.

Ci spostiamo poi sulla SS120 in direzione delle due Petralie. Petralia Soprana, “Borgo dei Borghi 2019” e comune più alto delle Madonie, e Petralia Sottana, con le sue strade in pietra e i vicoli caratteristici: entrambe conservano testimonianze della famiglia Ventimiglia e delle antiche dominazioni. Poco dopo Castellana Sicula lasciamo la SS120 per la SS643, che ci conduce a Polizzi Generosa, delizioso paese medievale ricco di chiese e monumenti, dove merita una sosta l’Eremo di San Gandolfo.

Da qui, attraverso la SP119 e poi la SP54, saliamo in una quindicina di chilometri fino a Piano Battaglia, a 1.572 metri: una delle località più alte delle Madonie, rinomata per gli sport invernali, con i suoi rifugi e un panorama che spazia sulle vette maggiori del massiccio, dal Pizzo Carbonara (1.979 m) al Monte Mufara. Da Piano Battaglia comincia la discesa: passando da Collesano — dove vale una sosta il Museo della Targa Florio — si riprende infine la strada verso la costa.

Dopo circa 160-170 chilometri di saliscendi, curve e panorami spettacolari, si chiude il nostro anello con il ritorno a Cefalù, di nuovo in riva al mare. Un percorso che si può affrontare in una giornata intensa, ma che consigliamo di vivere in un weekend, per godersi le soste, i borghi e la cucina delle Madonie.

Madonie, il tetto verde della Sicilia: viaggio tra borghi e vette del Parco

Istituito nel 1989, il Parco delle Madonie si estende per quasi 40mila ettari e comprende quindici comuni, dalla costa tirrenica alle vette che sfiorano i 2.000 metri con il Pizzo Carbonara. Un territorio eterogeneo, dove il paesaggio passa dagli agrumeti costieri alle faggete d’alta quota, punteggiato di borghi tra i più belli d’Italia: oltre a Cefalù, ne fanno parte Gangi e Petralia Soprana, entrambi insigniti del titolo di “Borgo dei Borghi”, e Geraci Siculo.

Le strade sono un vero piacere per il motociclista — poco traffico, aria pulita e curve strepitose — ma restano vie di montagna: nei tratti in quota si possono incontrare piccole buche lasciate dai mezzi spalaneve, e la percorribilità è consigliata dalla primavera all’inizio dell’autunno, dato che in inverno la neve ricopre le alture. Un itinerario “mari e monti” che racconta una Sicilia insolita, lontana dagli stereotipi balneari, dove in poche decine di chilometri si passa dal mare turchese alle cime appenniniche.