Tra sculture monumentali, un letto di fiume prosciugato e opere disseminate per chilometri, questo parco siciliano sembra più un rito collettivo che una collezione d’arte.
Un museo può essere molto più di un edificio pieno di sale. In Italia ce ne sono di nati all’aperto, lungo strade, colline e argini di fiumi, dove le opere non sono appese a una parete ma piantate nel paesaggio, esposte al vento, alla luce e al tempo. La città con il museo a cielo aperto più grande d’Europa si trova in Sicilia, in un angolo dei Nebrodi a lungo dimenticato dalle rotte turistiche: un luogo dove arte contemporanea, natura e comunità si sono intrecciate fino a diventare una cosa sola.
Ecco qual è la città con il museo a cielo aperto più grande d’Europa
Il museo a cielo aperto più grande d’Europa è la Fiumara d’Arte, che si sviluppa nel territorio di Tusa, in provincia di Messina, e nei comuni vicini di Castel di Lucio, Mistretta, Motta d’Affermo, Pettineo e Reitano. Le opere sono disseminate lungo gli argini dell’antico fiume Tusa, che un tempo scorreva per ventun chilometri dai Nebrodi fino all’antica città di Halaesa. Con dodici siti distribuiti su un’area di oltre venti chilometri, è considerato uno dei parchi di sculture più grandi e importanti del continente. L’opera più celebre è la “38° parallelo – Piramide” di Mauro Staccioli: un tetraedro cavo in acciaio Corten inaugurato nel 2010 su un’altura di Motta d’Affermo, affacciato sul mare e allineato esattamente con il 38° parallelo Nord. Il suo interno si apre al pubblico solo per il solstizio d’estate, durante il “Rito della Luce”.
La storia della Fiumara d’Arte, il parco nato da un lutto
La Fiumara d’Arte nasce nel 1982, quando il mecenate messinese Antonio Presti commissiona allo scultore Pietro Consagra un’opera in memoria del padre appena scomparso: “La materia poteva non esserci”, diciotto metri di cemento armato completati nel 1986 alla foce del torrente Tusa. Da lì il progetto si allarga, con artisti internazionali chiamati a lasciare il segno in una valle rimasta ai margini. La strada non fu semplice: alcune opere furono contestate per abusivismo e finirono in una lunga vicenda giudiziaria, risolta solo nel 2006 con una legge regionale che riconobbe ufficialmente il parco. Per chi percorre la costa tirrenica tra Palermo e Messina, la Fiumara è una deviazione che vale il viaggio.















