Alle 11, nella chiesa di San Francesco, Cefalù si stringe attorno alla famiglia di Loredana per l’ultimo saluto. Per tutti era semplicemente Lory, ed è con questo nome che in tanti la stanno ricordando in queste ore.
La sua storia è quella di una donna che ha attraversato la vita della città lasciando ovunque la stessa impressione: gentilezza, discrezione, presenza. Chi la conosceva da decenni la ricorda giovane, tra le risate condivise con le amiche, le case aperte, le serate a San Giuseppe. Chi l’ha incontrata più tardi ne ha conosciuto la stessa capacità di accogliere, di far sentire chiunque a proprio agio.
Una vita nell’associazione
Il cuore della sua vita sociale è stato l’ASMU, l’associazione di cui faceva parte da lunghissimo tempo e i cui membri si chiamano tra loro “asmini”. Non un semplice gruppo, ma una seconda famiglia: il coro,le prove, i viaggi, le occasioni di festa. Loredana c’era sempre, e il suo modo di esserci era discreto, mai invadente. Portava avanti quei valori di fratellanza affettuosa che l’associazione considera la propria ragione d’essere, e li incarnava senza bisogno di dichiararli.
Il canto è stato una parte importante della sua vita. Cantare insieme, per lei, significava stare insieme. Ed è per questo che gli amici, pur nel dolore di oggi, si sono già promessi che torneranno presto a cantare: sono convinti che sarebbe stato ciò che lei avrebbe voluto.
Madre prima di tutto
Al centro di tutto c’era Sofia, sua figlia. Chi ha frequentato Loredana negli anni racconta di una donna che ha vissuto per lei, che ha trovato nella maternità la sua forza più grande, anche quando le cose si sono fatte difficili. Sofia è cresciuta dentro l’associazione, tra le stesse persone che oggi la circondano e le assicurano che non sarà sola.
Gli anni della malattia
Gli ultimi anni sono stati duri. La malattia è arrivata e non ha lasciato scampo, nonostante l’amore dei familiari e le preghiere di una comunità intera che ha sperato fino all’ultimo. Eppure, anche in quel periodo, Loredana ha continuato a occuparsi degli altri: ha dato consigli, è stata vicina a chi affrontava dolori simili, ha continuato a scrivere e a farsi sentire.
È forse questo il tratto che più di ogni altro racconta chi era: una persona che, anche mentre soffriva, trovava il modo di rendere più leggera la giornata di qualcun altro.
Oggi Cefalù la accompagna. E la ricorda così: con il sorriso.















