Questa mattina, presso Poggio Maria, il Vescovo, S.E. Rev.ma Mons. Giuseppe Marciante, ha incontrato i presbiteri della Diocesi di Cefalù, riuniti in occasione del suo 75° compleanno. L’incontro, vissuto in un clima di fraternità e comunione sacerdotale, è stato anche un momento di particolare significato ecclesiale.
«Vi ringrazio – ha detto il Vescovo – per aver voluto condividere questo momento di convivialità, che per noi significa anche celebrare le nostre relazioni. La nostra vita, dopotutto, è fatta di relazioni! E in questo compleanno sono proprio le relazioni a essere al centro di tutto: quella con la Diocesi che il Signore mi ha chiamato a servire e, in modo speciale, quella con voi, cari confratelli sacerdoti».
Al termine del suo intervento, il Presule ha dato lettura della lettera indirizzata alla Chiesa Cefaludense con la quale ha annunciato che Papa Leone XIV ha accolto la sua rinuncia al governo pastorale della Diocesi con la formula canonica del «nunc pro tunc» («ora per allora»).
«Che cosa significa concretamente questo per noi? Significa che la mia rinuncia è stata accolta, ma diventerà effettiva soltanto nel momento in cui verrà ufficialmente comunicato il nome del mio successore e questi sarà nominato Vescovo di Cefalù».
L’annuncio si colloca nel solco della disciplina della Chiesa prevista dal Codice di Diritto Canonico. Il can. 401 §1 stabilisce infatti che «il Vescovo diocesano che abbia compiuto il settantacinquesimo anno di età è pregato di presentare la rinuncia al Sommo Pontefice, il quale provvederà dopo aver esaminato tutte le circostanze». La rinuncia, pertanto, non produce effetti automaticamente con il compimento dell’età prevista, ma diviene efficace solo quando il Romano Pontefice la accetta e ne determina le modalità di attuazione.
In questo contesto assume particolare rilievo la formula «nunc pro tunc», frequentemente utilizzata dalla Santa Sede: essa indica che il Papa ha accolto la rinuncia, ma ne differisce gli effetti fino alla nomina del successore, garantendo così la continuità del governo pastorale della diocesi senza alcuna vacanza della sede.
La scelta del Santo Padre richiama anche quanto espresso nella Lettera di Papa Francesco ai Vescovi in occasione della presentazione della rinuncia al compimento del 75° anno di età (2022), nella quale il Pontefice ricordava che il raggiungimento del limite d’età non comporta automaticamente la cessazione dell’ufficio episcopale, ma costituisce un atto di disponibilità e di obbedienza ecclesiale. Il Vescovo, presentando la rinuncia, compie un gesto di fiducia verso la Chiesa e verso il Successore di Pietro, lasciando al Papa il discernimento sul momento più opportuno per rendere effettivo il passaggio di responsabilità pastorale.
L’incontro di Poggio Maria assume così un significato che va oltre la ricorrenza personale del compleanno: esso testimonia la comunione del presbiterio con il proprio Pastore e ricorda come il ministero episcopale sia vissuto nella piena obbedienza alla volontà della Chiesa, nella continuità della successione apostolica e nel servizio al Popolo di Dio.















