A notarla per primo, come spesso accade, è stato Pippo Guercio. L’ex sindaco di Cefalù dalla sua abitazione tiene d’occhio il mare cefaludese con la costanza e la curiosità di chi quel tratto di costa lo conosce a memoria, e quando davanti alla città compare qualcosa che merita attenzione, lo segnala. Stavolta si trattava di un veliero a due alberi, scafo scuro con la fascia rossa, fermo in rada con le vele ammainate.
È Nave Italia, il brigantino armato a goletta che da anni solca il Mediterraneo con una missione diversa da quella di qualsiasi altra imbarcazione. Perché Nave Italia non è una barca da diporto e non è una nave da crociera: è uno strumento educativo e terapeutico che naviga.
Le crociere della solidarietà
Il brigantino appartiene alla Fondazione Tender To Nave Italia, una onlus nata dall’unione tra la Marina Militare Italiana e lo Yacht Club Italiano. Il suo scopo è la formazione, l’educazione e la realizzazione di progetti di ricerca, ma soprattutto la terapia e la crescita di persone con disagi fisici, psichici o sociali, attraverso quelle che vengono chiamate “crociere della solidarietà”.
Il meccanismo è semplice e potente allo stesso tempo. A bordo salgono gruppi seguiti da associazioni, cooperative, enti e strutture sanitarie. Per giorni vivono la vita di bordo: issano le vele, tengono il timone, puliscono il ponte, dormono in cuccetta, mangiano insieme. Nessuno è passeggero, tutti sono equipaggio.
È in quel passaggio che avviene qualcosa. Chi a terra viene spesso definito attraverso ciò che non riesce a fare, in mare si scopre capace di manovrare una scotta, di orientarsi, di essere indispensabile agli altri. Il mare non fa sconti, ma non fa nemmeno distinzioni: la vela va issata e serve la forza di tutti.
Diciotto uomini d’equipaggio
Ad accompagnare i partecipanti c’è un equipaggio di 18 persone, tra ufficiali, sottufficiali e marinai. Sono loro a garantire la sicurezza e a insegnare i rudimenti della navigazione, adattando ogni volta linguaggio e compiti alle persone che hanno di fronte.
Una nave imponente
Nave Italia è lunga 61 metri e larga 9,2. L’albero maestro raggiunge i 44,60 metri di altezza e la superficie velica arriva a 1.300 metri quadrati. Dispone anche di un motore diesel da 480 cavalli. Era stata costruita nel 1993 dal cantiere Wiswa di Danzica, in Polonia, come nave civile, ed è entrata in servizio come nave militare nel 2007.
Un ospite speciale per Cefalù
Vederla ferma davanti alla Rocca, con il mare piatto di luglio, è uno spettacolo che vale una fotografia. Ma il significato va oltre l’estetica: significa che in questi giorni, davanti alla nostra costa, qualcuno sta vivendo un’esperienza destinata a lasciare il segno. E significa anche che c’è chi, come Guercio, continua a guardare il mare di Cefalù sapendo riconoscere quando quel mare ha una storia da raccontare.
La donna che non esisteva
il nuovo thriller di Mario Macaluso — ambientato a Cefalù
Tra i vicoli di Cefalù, dove tutti credono di conoscersi da sempre, qualcuno non è mai esistito. Chi era davvero la donna di cui tutti parlano ma che nessuno ha mai incontrato? Un intreccio di segreti, silenzi e verità sepolte, sotto un sole che acceca e non lascia scampo.
Preparatevi a dubitare di tutto. Anche di ciò che avete davanti agli occhi.
Acquista su Amazon















