Cefalù e la costa “salvate” dal mare: perché sul litorale si soffre meno che nell’entroterra

Mentre nelle zone interne della Sicilia si arriva fino a 45-46°C, sul litorale la colonnina di mercurio si ferma diversi gradi più in basso. Il merito è del mare e della brezza. Ma attenzione all’umidità: sulla costa i gradi sono meno, l’afa di più.

Venerdì 17 luglio, il giorno più rovente

Oggi è la giornata più calda della terza ondata di caldo africano sull’Italia. Lo dice Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it: nonostante i temporali al Nord, le temperature continuano a salire e il caldo si attenuerà solo da lunedì prossimo.

I numeri parlano chiaro. Caltanissetta tocca i 41-42°C, Agrigento si ferma sulla soglia dei 39°C. Ma è nelle zone interne che la situazione diventa estrema: in Sicilia sono previsti picchi di 45°C, in Sardegna addirittura 46°C. Sabato la situazione resta praticamente invariata, domenica ancora 41°C a Caltanissetta e 39°C diffusi tra Sicilia, Sardegna e Calabria.

Sulla costa tirrenica, a Cefalù come nei paesi del litorale madonita, i valori restano su livelli alti ma nettamente inferiori. Perché?

Il mare è un enorme frigorifero (lento)

La spiegazione è semplice e sta tutta nell’acqua. Il mare impiega moltissimo tempo a scaldarsi e altrettanto a raffreddarsi: è quella che i meteorologi chiamano inerzia termica. A luglio il Tirreno ha una temperatura di circa 27-28 gradi. Sembra tanto, ma quando l’aria sopra la terraferma arriva a 44 gradi, quel mare diventa a tutti gli effetti una superficie fresca.

L’aria che passa sopra l’acqua si “raffredda” a contatto con essa e arriva sulla costa già mitigata. Ecco perché sul lungomare di Cefalù difficilmente si registrano i valori dell’entroterra nisseno o agrigentino.

La brezza di mare, l’aria condizionata naturale

C’è un secondo meccanismo, ancora più efficace: la brezza di mare. Durante il giorno la terra si scalda molto più in fretta dell’acqua. L’aria calda sulla terraferma sale verso l’alto e lascia uno “spazio vuoto” che viene riempito dall’aria più fresca che arriva dal mare.

È un ricambio continuo, che di solito si attiva a metà mattina e si rinforza nel primo pomeriggio, proprio nelle ore peggiori. Chi vive sulla costa la conosce bene: è quel vento leggero che verso mezzogiorno inizia a soffiare dal mare verso l’interno. Nell’entroterra questo aiuto non arriva mai.

Perché nelle zone interne si arriva a 45 gradi

All’interno succede l’opposto. Il terreno è secco, l’erba bruciata dal sole non trattiene acqua e non evapora nulla: tutta l’energia del sole si trasforma in calore puro. Non c’è nessuna superficie d’acqua a fare da freno, e le conche e le valli intrappolano l’aria calda, che ristagna senza ricambio.

A questo si aggiunge un fenomeno tipico delle ondate africane: l’aria calda che scende dai rilievi verso le vallate si comprime e si scalda ulteriormente. È il motivo per cui certe località interne registrano i record assoluti.

L’altra faccia della medaglia: sulla costa c’è più afa

Attenzione, però, a cantare vittoria. Sulla costa i gradi sono meno, ma l’umidità è molto più alta. Il risultato è che la temperatura percepita può essere altrettanto pesante, se non peggiore: con 33 gradi e il 70% di umidità il corpo fatica a smaltire il calore attraverso il sudore, che evapora male.

C’è poi il capitolo notti. Il mare che di giorno raffredda, di notte restituisce il calore accumulato: sul litorale le minime restano alte e si moltiplicano le cosiddette notti tropicali, con temperature che non scendono sotto i 20-22 gradi. Nell’entroterra, al contrario, le escursioni sono più forti e dopo il tramonto si respira meglio.

Quando finisce

L’inversione di rotta è attesa tra lunedì 20 e martedì 21 luglio: le temperature caleranno in modo graduale ma diffuso, portandosi sui 32-33°C. L’eccezione, ancora una volta, riguarderà l’estremo Sud e le Isole Maggiori, dove il caldo resterà a tratti fastidioso, seppure attenuato.

Fino ad allora valgono le regole di sempre: evitare l’esposizione al sole tra le 11 e le 17, bere spesso anche senza avere sete, attenzione ad anziani, bambini e a chi lavora all’aperto. Il mare aiuta, ma non basta.

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