Lo yacht di 450 milioni del fondatore di Google è a Cefalù: ecco il Dragonfly

Questa mattina un super yacht da 450 milioni di dollari ha gettato l’ancora davanti a Cefalù, nello specchio d’acqua antistante la zona di Barreca. Si tratta del Dragonfly, una delle imbarcazioni private più grandi e costose al mondo, di proprietà di Sergey Brin, cofondatore di Google e tra gli uomini più ricchi del pianeta.

Il Dragonfly è un colosso del mare: lungo circa 142 metri e largo 20, può ospitare 24 passeggeri e raggiunge una velocità di 24 nodi, pari a circa 44 chilometri all’ora. È spinto da due potenti motori diesel MAN e ha un tonnellaggio di oltre 9.400 GT. Le sue linee ricordano quelle di una nave militare, con una prua aggressiva che nasconde interni di altissimo lusso.

Lo yacht è stato costruito in Germania dal celebre cantiere Lürssen, tra i più prestigiosi al mondo. I lavori sono iniziati nel 2019 con il nome in codice “Progetto Alibaba”. La barca era stata inizialmente commissionata dal miliardario russo Leonid Mikhelson, ma è stata poi ceduta durante la costruzione. Varata nel dicembre 2023, è stata consegnata al nuovo proprietario, Sergey Brin, alla fine del 2024.

Chi è Sergey Brin? Nato in Russia da famiglia ebrea e oggi cittadino statunitense, è cofondatore di Google e figura tra i tre uomini più ricchi del mondo, con un patrimonio stimato in oltre 130 miliardi di dollari. La sua presenza al largo di Cefalù conferma ancora una volta come la città sia scelta come meta da personalità di primissimo piano a livello internazionale.

A segnalare l’arrivo del Dragonfly è stato l’ex sindaco di Cefalù Pippo Guercio, come già avvenuto nei giorni scorsi per la Nave Italia e in passato per altre imbarcazioni di rilievo approdate lungo la costa. Una presenza che, per l’ex primo cittadino, apre ancora una volta la riflessione sul futuro turistico della città.

Il punto sollevato è sempre lo stesso: Cefalù attrae ospiti d’eccezione, ma resta senza un porto sicuro in grado di accoglierli. Molti grandi yacht, infatti, non riescono ad attraccare e proseguono verso altre località, facendo perdere alla città un’occasione di turismo di alta qualità. Guercio ricorda come sia in programma la realizzazione di un porto a Santo Stefano di Camastra, ma non a Cefalù, nonostante il crescente interesse internazionale.

L’arrivo del Dragonfly, insomma, non è solo una curiosità estiva. È il segno di un potenziale enorme che la città continua a esprimere, e allo stesso tempo il richiamo a dotarsi delle infrastrutture necessarie per trasformare questi passaggi illustri in una vera economia turistica di qualità, lontana dal turismo “mordi e fuggi”.

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